Lo avevano rapito e rinchiuso in un casolare di campagna isolato nel territorio di Albano Laziale ai Castelli Romani. L'incubo dell'uomo di nazionalità albanese è terminato dopo tre giorni di prigionia. A sequestrarlo una banda di quattro connazionali, tra cui tre sono stati arrestati e un altro è attualmente ricercato.

La scorsa estate l'uomo aveva chiesto un prestito ai suoi aguzzini, soliti prestare denaro a tassi d'usura, per aprire una piccola attività commerciale. I 7.000 euro iniziali erano lievitati di 700 ogni mese fino a raggiungere i 13.000 euro. Soldi e interessi che l'uomo non riusciva più a restituire. Così è cominciato il suo incubo con telefonate minatorie e minacce di morte, rivolte anche ai suoi familiari.

Quando gli agenti l'hanno trovato nel casolare, l'uomo era stato picchiato, tenuto tre gioghi senza bere né mangiare, costretto a dormire al buio in un bagno, legato per lunghe ore a una sedie. Condizioni pericolose anche perché l'uomo è malato di diabete.