Sequestrati 40 chili di eroina: la droga importata dalla Camorra per le piazze di spaccio

Si è conclusa questa mattina l'operazione "Gran Turkese", che ha portato all'arresto di sette persone, accusate di traffico internazionale di sostanze stupefacente, e al sequestro di quaranta chili di eroina. L'operazione ha smantellato il traffico di stupefacente che dalla Turchia arrivava a Roma, via aria e via mare, per poi essere immessa nel mercato della droga della capitale, del basso Lazio e di Scampia.
A portare avanti l'inchiesta gli agenti del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Le indagini hanno preso il via dal sequestro di 43 chili di eroina da parte della polizia turca al confine con la Grecia. Alla guida un romano che, simulando una vacanza di piacere con la famiglia, celava, in degli appositi nascondigli ricavati nell'auto, la droga.
Così gli inquirenti hanno ricostruito la rete che dalla Turchia, ma anche dall'Olanda, dalla Spagna e dal Venezuela, faceva sbarcare nella Capitale chili e chili di eroina e cocaina. A movimentare il traffico di droga un clan di Camorra di Secondigliano, molto attivo a Roma e in provincia di Latina, che aveva stretto solidi legami con le organizzazioni dedite al narcotraffico nei paesi citati, fonti approvvigionamento diversificate per assicurarsi di avere sempre cocaina e eroina da immettere sul mercato. L'organizzazione disponeva di diverse auto appositamente modificate per il trasporto della droga.
