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Sede Pd via dei Giubbonari, il Tar dà il via libero allo sgombero: “Pronti a resistere”

Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso del Pd romano contro il provvedimento di sgombero della sede di via dei Giubbonari, per assenza di un contratto di locazione e per morosità. 170.000 euro gli arretrati calcolati dal Campidoglio.
A cura di Valerio Renzi
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Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Federazione romana del Partito democratico, inerente allo sgombero della storica sede di via dei Giubbonari a due passi da Campo de Fiori. Il tribunale amministrativo ha dato così ragione al Comune di Roma, che aveva disposto la riacquisizione dei locali per morosità. Nel ricorso il Pd chiedeva la sospensione dell'efficacia del dispositivo con cui l'assessorato al Patrimonio dispone il rientro in possesso del bene per morosità e assenza di una concessione.

Ben 170.000 euro di arretrati, che il commissario del Partito democratico Matteo Orfini si è detto disponibile a pagare "fino all'ultimo centesimo". Sul piede di guerra i militanti del circolo, che non hanno intenzione di lasciare la mitica sezione "Regola-Campitelli", aperta dal Partito comunista italiano nell'immediato dopoguerra, e da qual momento rimasta sempre aperta, cambiando solo l'insegna: prima Pci, poi Pds, poi Ds e ora Pd. Si dicono pronti a "resistere" i militanti di via dei Giubbonari, che non riescono a credere di dover abbandonare la "loro" sede.

Ma i giudici della seconda sezione non hanno dubbi: "Non sussistono i presupposti per accogliere la domanda cautelare in quanto il provvedimento impugnato si configura come un atto dovuto, conseguente al fatto che, nonostante la pluriennale occupazione dell’immobile, la parte ricorrente non risulta, allo stato, titolare di alcun atto di concessione".

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