“La Procura della Repubblica di Roma grazi la scrofa che per difendere i suoi piccoli, motivatissima e normale reazione per una mamma tanto più in una situazione di continuo sfruttamento nell’allevamento, ha attaccato e causato la morte di un uomo e il ferimento di un bambino, domenica scorsa a Corcolle in provincia di Roma”. È questa la richiesta della LAV (Lega anti vivisezione), una delle sigle storiche dell'animalismo italiano. "La LAV, esprimendo l’augurio che il piccolo ricoverato al Bambino Gesù si rimetta al più presto, ha presentato un’istanza alla Procura della Repubblica nella quale sottolinea che non vi sono ragioni, anche giuridiche, per far procedere all’uccisione della mamma e che, quindi, gli animali dovrebbero essere dati in affidamento a chi ne garantirà la vita senza diventare salami e braciole", spiega l'associazione.

Aggredito da una scrofa: bimbo di 2 anni è in prognosi riservata

La tragedia si è consumata nel pomeriggio della scorsa domenica, quando un uomo di cinquant'anni è stato aggredito da una scrofa dopo essere entrato nel recinto dei maiali per far vedere da vicino gli animali al figlio di due anni di alcuni amici di famiglia venuti per una visita di piacere. Purtroppo sono stati inutili tutti i tentativi di salvarlo: troppo gravi le ferite inferte dall'animale, il 50enne è morto. Anche il bambino è stato ferito con morsi al viso e al collo, ed è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Bambino Gesù di Roma, questo il bollettino medico diffuso ieri sera dal nosocomio: "Il bambino attualmente è sedato e respira grazie alla ventilazione meccanica – si legge in una nota diramata dall'ospedale – Presenta lesioni traumatiche multiple, in particolare a livello del viso e del collo  Nella notte il piccolo paziente è stato stabilizzato e sottoposto a un'operazione chirurgica".