Ha suscitato molte polemiche nella Capitale la cancellazione di una scritta su un muro del quartiere Garbatella risalente alle elezioni del 1948. La scritta, impressa con della vernice rossa su un muro in via Basilio Brollo recitava: "Vota Garibaldi Lista N°1". Si riferiva alle prime elezioni dell'era repubblicana e invitava a votare per il Fronte Democratico Popolare, una lista nata dall'unione tra Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano e che aveva come simbolo, appunto, il volto di Giuseppe Garibaldi. Il graffito era stato restaurato nel 2004 dai docenti e dagli allievi della scuola comunale "Arti Ornamentali" per volontà dell'allora presidente di municipio Massimiliano Smeriglio, oggi vice presidente della Regione Lazio. E proprio Smeriglio era stato ieri uno dei tanti che, appresa la notizia della cancellazione della scritta, non aveva trattenuto la propria rabbia: "Sono furibondo – aveva detto il vice presidente della Regione – Una città è fatta di storie, di tracce, di segni del passato. Chi non sa riconoscere l’identità di un luogo non può governarlo".

La nota del Campidoglio: Errore di un addetto

Travolto dalle polemiche per quello che è apparso agli occhi di tutti come un grossolano errore, il Campidoglio in una nota ha spiegato quanto accaduto cercando di rimediare: "La storica scritta ‘Vota Garibaldi', nel quartiere Garbatella di Roma, non andava cancellata e il Campidoglio non ha mai dato disposizioni in tal senso", ha scritto il Comune in una nota inviata nel pomeriggio di ieri. Il Campidoglio ha attribuito la rimozione della scritta "all’errore di un addetto della ditta appaltatrice del servizio per il decoro urbano del dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana: recatosi sul posto su richiesta della Polizia Locale, per cancellare dei graffiti ingiuriosi, di propria iniziativa ha rimosso anche quella storica scritta". Sono già stati presi provvedimenti per rimediare all'errore: "Il dipartimento interessato ha già avviato le procedure per ripristinarla mediante un appropriato restauro", conclude la nota del Campidoglio.