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Un aspiratore non a norma di legge, posizionato sul pavimento di una piscina abusiva, senza un interruttore di emergenza generale e senza un rilevatore in grado di bloccare le pompe nel caso in cui, come è accaduto per Sara Francesca Basso, la griglia risultasse occlusa. E ancora, l'assenza di un sistema di salvataggio idoneo a fronteggiare un'emergenza hanno portato al decesso della 13enne, morta annegata il 12 luglio scorso nella piscina del Virgilio Grand Hotel di Sperlonga, in provincia di Latina. Come riporta La Repubblica, è questo ciò che ha provocato il decesso della giovane, non un malore, come già precedentemente emerso dai risultati degli esami autoptici. Sara Francesca Basso era di Morolo, Comune del Frusinate e all'epoca dei fatti si trovava in vacanza con la mamma. Giornate che la giovanissima avrebbe dovuto trascorrere spensierata, divertendosi e rilassandosi, ma che si sono concluse con la terribile tragedia. La 13enne stava facendo il bagno in piscina quando, improvvisamente, è finita sul fondale, risucchiata dall'aspiratore con una forza incredibile ed è morta annegata. Inutili i tentativi di soccorso degli altri bagnanti che, trovandosi ad assistere alla scena, si sono tuffati in acqua, ma non c'è stato nulla da fare per riportarla in superficie.

Tre indagati per omicidio colposo

Sara Francesca Basso, com'è emerso in sede di indagini, è morta per una serie di inadempienze e irregolarità in una struttura turistica che, nell’ambito di un’indagine antiabusivismo, in passato era stata anche sequestrata. Sul caso ha lavorato la Procura della Repubblica di Latina, con il procuratore Valerio De Luca che chiederà il rinvio a giudizio di tre indagati per omicidio colposo: gli amministratori della società che gestisce l’hotel, Mauro Di Martino e il suocero Francesco Saverio Emini, entrambi di Aversa, e il costruttore della piscina, Ermanno Corpolongo, di Itri.

Sara Francesca Basso morta annegata in una piscina d'hotel

Secondo il sostituto De Luca, che per ricostruire la dinamica dei fatti e far luce sul dramma ha fatto eseguire diverse consulenze, Sara Francesca Basso è morta annegata dopo essere stata risucchiata e trattenuta sul fondo della piscina da un aspiratore, utilizzato per prelevare acqua dalla vasca e pomparla in una piscina idromassaggio sovrastante. Secondo quanto è emerso in sede d'indagine sette mesi fa, la scorsa estate, l'aspiratore della piscina in cui Sara Francesca stava nuotando, le ha bloccato la coscia con una forza di aspirazione calcolata in 480 chilogrammi forza. Quando gli altri turisti presenti a bordo vasca sono riuscii a staccarla e a riportarla in superficie era ormai troppo tardi.