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7 Maggio 2015
8:25

“Ecco il nuovo Scup”, occupato un edificio delle Ferrovie

Sono cominciate all’alba le operazione di sgombero di Scup, lo spazio sociale occupato in via Nola a San Giovanni. Fuori l’edificio, ancora circondato da un ingente spiegamento di forze dell’ordine si stanno radunando attivisti da tutta la città ma al momento non si registrano tensioni.
A cura di Valerio Renzi
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Aggiornamento 20,00. I ragazzi dello Scup hanno occupato un edificio abbandonato in via della stazione Tuscolana, nei pressi di piazza Ragusa. Lo stabile sarebbe di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Le forze dell'ordine, in assetto antisommossa hanno osservato da lontano l'operazione e poi, al termine dell'occupazione, hanno lasciato la via.

Sono cominciate all'alba le operazione di sgombero di Scup, lo spazio sociale occupato in via Nola a San Giovanni. Fuori l'edificio, ancora circondato da un ingente spiegamento di forze dell'ordine si stanno radunando attivisti da tutta la città ma al momento non si registrano tensioni. Scup, acronimo che sta per "Sport e cultura popolare", ospitava una palestra, una biblioteca, un'osteria, lo studio di una radio web e decine di attività sociali e culturali. "Siamo un punto di riferimento per questo territorio, un presidio di socialità e democrazia. Non ci vogliamo arrendere allo sgombero di uno spazio che era stato davvero restituito alla cittadinanza per farne un bene comune e sottrarlo alle speculazioni", racconta Bartolo uno degli occupanti accorso alle prime luci dell'alba. Le foto sui social network ritraggono le ruspe in azione mentre sventrano l'edificio.

Non è la prima volta che Scup viene sgomberato: le camionette erano arrivate già nel il 25 gennaio del 2013 ma, dopo poche settimane lo spazio era stato nuovamente invaso dagli attivisti. Nel week-end gli occupanti avrebbero festeggiato i 3 anni di occupazione, dove erano attesi per un dibattito sul futuro dell'immobile diversi rappresentanti istituzionali, tra cui il parlamentare del Pd Marco Miccoli e quella di Sel Celeste Costantino.

Come spiego a mia figlia non c'è più la Capoeira?

A metà mattinata fuori l'edificio si è tenuta un'assemblea che ha lanciato un nuovo presidio per stasera alle 18.00. "Siamo convinti dell'illegalità di quanto sta accadendo – raccontano gli occupanti – Abbiamo chiesto di vedere i permessi per la demolizione ma qui non ce ne sono. Hanno distrutto in poche ore quello che abbiamo costruito in anni. Anche le centinaia di libri della nostra biblioteca popolare stanno buttando". "Come spiego a mia figlia che mercoledì prossimo non ci sarà il corso di capoeira? – scrive Raffaele Lupoli su Facebook – Che la biblioteca, i laboratori e le scorazzate con gli amichetti deve farli altrove (dove?). Che c'era un posto inutilizzato, qualcuno lo ha restituito alla città e la legalità senza giustizia lo ha ridotto in macerie. Politica dove sei?".

Sel: "In atto aggressione contro spazi sociali"

In difesa di Scup si schiera il capogruppo di Sel in consiglio comunale Gianluca Peciola. "A Roma la situazione è insostenibile. E' in atto un'aggressione quotidiana agli spazi sociali, culturali e di aggregazione della nostra città. Roma oggi è ancora più povera. Sono troppi i centri sociali e gli spazi culturali e di mutualismo sotto attacco. – dichiara Peciola – Scup da quasi tre anni è un contenitore di attività sportive, spazi culturali e sociali, e punto di riferimento per i cittadini del quartiere. E’ uno spazio, che è rimasto abbandonato per quasi dieci anni e che nel 2012 è stato sottratto alla speculazione e trasformato in un luogo prezioso che la nostra città non può permettersi di perdere".

Il minisindaco Fantino: "Non saranno le ruspe a fermare Scup"

"Non saranno le ruspe a fermare le buone pratiche dei giovani del progetto Scup. Soprattutto se le ruspe infrangono quella stessa legalità che dicono di perseguire”. Così in una nota il Presidente del VII Municipio di Roma Capitale Susi Fantino. "Lo sgombero di Scup – prosegue Fantino – arriva a poche ore dai sigilli posti alle strutture del Corto Circuito e costituisce un duro colpo per le realtà sociali di tutto il territorio. La magistratura ha il compito di seguire il suo corso, ma la politica deve interrogarsi su come rispondere al più presto ai bisogni di spazi e servizi di questi giovani e dei cittadini che in questi anni avevano reso questi due luoghi fondamentali per il tessuto sociale di tutta la città di Roma”.

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