Incalzato ieri sera da Giovanni Floris nello studio di DiMartedì, il leader della Lega Matteo Salvini è andato in soccorso di CasaPound sulla vicenda dello sgombero dello stabile di via Napoleone III a Roma: "Quello di CasaPound è solo uno delle centinaia di stabili occupati a Roma, peraltro non uno di quelli pericolanti. Da ministro dell’Interno avevo stilato con la prefettura di Roma un elenco di stabili pericolanti e pericolo da sgomberare perché per me le occupazioni abusive sono tutte illegali". "Se devo sgomberare un palazzo che rischia di cadere e un palazzo che rischia di non cadere, prima parto da quello che rischia di cadere. Oggettivamente", ha spiegato. Il riferimento dell'ex ministro degli Interni è a una lista di stabili da sgomberare a Roma, per la maggior parte occupazioni dei movimenti per il diritto all'abitare dove vivono centinaia di famiglie, nelle mani della prefetta Gerarda Pantaleone, le cui priorità sono stabiliti in base a due criteri: la pericolosità dell'edificio (quindi se è pericolante) e l'esistenza di una sentenza di un giudice che ne richiede lo sgombero.

La lista degli sgomberi però è stata di fatto bloccata dall'azione congiunta del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, grazie anche all'avvicendamento di Governo con la Lega che è tornata all'opposizione e un cambio di clima politico. Le barricate in fiamme e gli incidenti seguiti allo sgombero dell'occupazione di via Cardinal Capranica lo scorso luglio, con centinaia di persone senza più una casa, ha poi reso evidente come prima degli sgomberi servissero alternative abitative. E ora Salvini chiede di ripartire proprio da lì, da quella lista di sgomberi. Quello che sembra deliberatamente ignorare il leader leghista è che sullo stabile occupato di CasaPound esiste oggi un ordine di sequestro preventivo nell'ambito di un'inchiesta che vede indagati i vertici del movimento di estrema destra per un reato estremamente grave: istigazione all'odio razziale. La tesi della procura è che CasaPound abbia organizzato le violenze contro rom e migranti in diversi quartieri della capitale.

Virginia Raggi: "Salvini stia al posto suo Roma non ha bisogno di lui"

"Salvini è una persona che è stata 30 anni in politica, ha iniziato con lo slogan ‘Roma ladrona'. Peraltro ricordo che lui ha un debituccio di 49 milioni di euro non pagati. Che stia al suo posto, Roma non ha bisogno di lui". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi ha risposto nel corso della stessa trasmissione agli attacchi di Salvini, commentando anche l'ipotesi di una candidatura di Giorgia Meloni a sindaca della capitale: "Ricordiamoci che hanno avuto la loro chance e hanno lasciato devastazione, parliamo di persone che si sono cambiate la camicia nera ma sono sempre loro". Riguardo alla vicenda di CasaPound ha poi aggiunto: "Era una battaglia giusta da fare, non è ancora vinta la guerra, quello è un immobile che va restituito. Io – ha spiegato – ho già chiesto al Demanio quando lo riprende di darlo a Roma Capitale che lo potrebbe destinare all'emergenza abitativa, per chi ha veramente bisogno, non per chi sta dentro e dice di voler aiutare i romani poi aiutano solo se stessi e gli affiliati alla propria associazione, anche se hanno stipendi di tutto rispetto".