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Una nuova, drammatica, emergenza rifiuti sembra essere in arrivo per la Capitale: la chiusura della discarica di Colleferro, che sarà definitiva dal 1° gennaio 2020 (poco più di un mese), rischia infatti di paralizzare la raccolta dell'immondizia dalle strade di Roma, ma nonostante questa serrata dell'impianto, prevista da mesi, al momento non sembrano esserci alternative valide. Il sindaco Virginia Raggi (Movimento Cinque Stelle) ha puntato il dito contro la Regione Lazio, accusandola di non darle alternative: al momento, l'unica soluzione sarebbe un'ordinanza comunale che aumenti la quantità di rifiuti da sversare nella discarica di Civitavecchia, che già al momento riceve una parte dei rifiuti della Città Eterna.

Il vero problema, però, è legato alla quantità: Roma smaltisce al momento a Colleferro ben 1.100 tonnellate di rifiuti al giorno. Civitavecchia, di dimensioni molto più ridotte, non potrebbe accettarne neanche volendo più di 250, meno di un quarto. E restano quindi poco meno di mille tonnellate di rifiuti giornalieri che non si saprebbe dove portare. Da qui la crisi politica recente: anche perché al momento, la discarica di Colleferro è ferma per alcune operazioni di verifica della stabilità del terreno in seguito ad un incidente, mortale, sul lavoro. Uno stop temporaneo di tre giorni appena, ma che accentua ulteriormente la crisi dei rifiuti in atto.

E così la Regione Lazio sta pensando seriamente al commissariamento della Capitale sul tema dei rifiuti, per evitare che la situazione possa degenerare. Le opposizioni si sono infatti compattate tutte all'unisono contro il sindaco Virginia Raggi e la sua gestione della crisi dei rifiuti. "Qualcuno spieghi al sindaco che vanno fatto delle scelte, non può pensare di non fare nulla per evitare di sbagliare", ha spiegato Antonello Aurigemma, del Gruppo Misto alla Regione Lazio ed eletto nel 2018 nelle liste di Forza Italia. Dello stesso avviso anche la consigliera regionale Laura Corrotti (Lega), che tuona: "Si va avanti a ordinanze provvisorie e temporanee, ma a rimetterci è sempre la provincia di Roma". Ma i toni più forti sono ovviamente quelli del sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco (Lega), che va giù a muso duro: "Ancora una volta il nostro territorio subisce il vergognoso assalto di chi lo ha preso per il tappeto sotto il quale nascondere l'immondizia creata dalla propria incapacità", ha scritto sulla propria pagina Facebook, "Civitavecchia non è la pattumiera di Roma, né della Città Metropolitana, né della Regione Lazio e non intende pagare il prezzo delle incompetenze altrui. Con ogni mezzo ci attiveremo per impedire questa inaccettabile e scellerata possibilità".