Il bimbo di sette anni immunodepresso tornerà a scuola presto. La data del grande giorno è prevista ufficiosamente per lunedì 11 marzo, ma si attende ancora conferma dall'istituto. La preside della scuola elementare che frequenta ha organizzato un incontro con i genitori, insieme al personale della Asl per accogliere al meglio il suo ritorno in classe, tra i compagni. Secondo quanto spiegato dai genitori degli studenti, pare che nella scuola siano rimasti soltanto 3 bambini su 100 senza vaccini. La storia del bimbo immunodepresso guarito dalla leucemia che non poteva tornare a scuola perché gli altri bambini non erano stati vaccinati e lui avrebbe rischiato di ammalarsi, ha portato la Regione Lazio a chiedere subito alla Asl Roma 2 di attivarsi e di rivolgersi alla dirigenza dell'istituto scolastico. “È un fatto di civiltà. Non possiamo accettare che il piccolo non possa frequentare regolarmente le lezioni con i suoi amici e con i suoi insegnanti perché non sussiste una situazione di sicurezza per la sua salute” aveva detto al riguardo l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato. Questione che pare alla fine si sia risolta.

Obbligo vaccinale

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini aveva chiesto un decreto d'urgenza alla ministra Giulia Grillo per far slittare ancora la piena attuazione dell'obbligo vaccinale per la scadenza incombente che permette fino al 10 marzo la possibilità di presentare un'autocertificazione, richiesta che non è stata accettata. I bambini da zero a sei anni per frequentare asili nido e scuole materne dovranno dimostrare di essere vaccinati, secondo quanto stabilisce un emendamento al decreto Milleproroghe, che vieta l'accesso all'asilo e alla scuola elementare senza vaccini.