I fatti risalgono alla sera del 14 novembre 2018 quando, in una via isolata della Romanina, quartiere alla periferia Sud di Roma, due uomini aggrediscono una ragazza di vent'anni scesa a portare a spasso il cane prima di andare a dormire e tentano di violentarla. L'assalgono alla spalle e dopo averla neutralizzata con uno spray al peperoncino, l'aggrediscono nel tentativo di violentarla. A liberare la ragazza mettendo in fuga i suoi aggressori la madre della giovane, scesa in strada preoccupata dalle urla che sentiva dalla sua abitazione. Seguendo la voce della figlia è riuscita a raggiungerla e a salvarla. La donna, disabile, è stata a sua volta aggredita con un pugno in pieno viso che le ha rotto il naso, ma il trambusto ha messo in fuga i due aggressori.

Solo il coraggioso intervento della della madre ha costretto i due uomini a lasciare la ragazza, evitando così che portassero a termine il loro proposito. Si tratta di un 34enne e di un 49enne che ieri sono stati condannati con rito abbreviato a cinque anni di reclusione, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo e lesioni, vedendosi così scontato un terzo delle pena, come riportato oggi da il Messaggero. Secondo i giudici, che hanno accolto la tesi dell'accusa, l'aggressione sessuale era stata pianificata: i due si erano appostati nella strada, buia e poca trafficata, con il chiaro intento di individuare una donna da violentare. Mentre il 34enne era stato arrestato poco dopo l'aggressione dai carabinieri, il suo complice è stato fermato solo al termine di alcuni giorni d'indagine: in dosso aveva ancora i vestiti che indossava la sera del tentato stupro. I due uomini finiranno di scontare la pena in carcere e dovranno risarcire madre e figlia con 2000 euro ciascuna.