Ci sono anche dirigenti del Comune di Roma tra i sedici indagati nell'inchiesta  della Procura di Roma sui permessi per le postazioni dei venditori ambulanti, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e affidato al pubblico ministero Antonio Clemente. Si tratta di un dirigente del Comune ed esponenti della famiglia Tredicine, che storicamente a Roma gestisce parte del commercio degli ambulanti, come ad esempio quello di piazza Navona. Nel registro degli indagati sono iscritti Alberto Bellucci, responsabile dell'Ufficio Rotazione dipartimento VIII del Comune di Roma e Fabio Magozzi, l'addetto dello stesso ufficio, il presidente della Federazione italiana venditori ambulanti e giornalai della Cisl (Fivag), Vittorio Baglioni e l'esponente sindacale Fivag, Dino Tredicine. Risulta indagato anche il presidente dell'Unione provinciale venditori al dettaglio Upvad, Mario Tredicine. Nella giornata di oggi, mercoledì 13 febbraio, le forze dell'ordine hanno perquisito abitazioni e uffici degli indagati. Hanno sequestrato documenti e oltre 250mila euro, di cui 12mila in contanti riconducibili a un dipendente comunale e somme di denaro appartenente a un esponente di un'associazione di categoria. I soldi erano nascosti in una cassetta di sicurezza, in un pianoforte, nella cappa della cucina e nella sella di una cyclette.

Inchiesta ambulanti, Raggi: "Chi ha sbagliato pagherà"

"Complimenti alla polizia locale di Roma Capitale,, alla guardia di finanza e alla Procura per l'operazione sulle licenze degli ambulanti a Roma – ha scritto su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi. E ha aggiunto: "Chi ha sbagliato pagherà – promettendo – sospensioni per dipendenti infedeli" si legge in un tweet.