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9 Luglio 2015
17:27

Roma, muore bambino di 4 anni caduto nel vano ascensore della metropolitana

Tragedia nella stazione Furio Camillo della metropolitana A di Roma, dove un bambino di appena quattro anni è precipitato nel vano dell’ascensore di servizio, morendo dopo un volo di dieci metri. Sul luogo è arrivato il sindaco Ignazio Marino. Si indaga sulla dinamica dell’incidente, Improta: “Errore umano”.
A cura di Valerio Renzi
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Tragedia questo pomeriggio nella stazione Furio Camillo della metropolitana A di Roma, dove un bambino di appena quattro anni è precipitato per dieci metri nel vano ascensore. Immediata la chiamata dei soccorsi, ma quando sono arrivati gli operatori del 118 ormai per il piccolo Marco non c'era nulla da fare: quando i vigili del fuoco hanno estratto il corpo dalla tromba dell'elevatore il bambino era ormai deceduto. "Insieme ai vigili del fuoco abbiamo soccorso il bambino. Dopo averlo tirato su lo hanno poggiato sulla banchina e ho cercato di rianimarlo ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Certo avere davanti un bambino di 4 anni è stata una scena bruttissima", questa la testimonianza di uno degli operatori del 118. Da quanto si apprende nel momento della tragedia il bambino si trovava con la madre, che ha visto morire il piccolo sotto i propri occhi: soccorsa dagli operatori sanitari si rifiuterebbe di allontanarsi dal luogo della tragedia. La fermata della metropolitana è stata chiusa e i viaggiatori all'interno evacuati.

Incidente Furio Camillo, assessore Improta: "Errore umano"

Con il passare del tempo si fa luce sulla dinamica dell'incidente. Se in un primo momento si parlava dell'apertura della porta in anticipo rispetto all'elevatore, la dinamica così come spiegata dall'assessore ai Trasporti di Roma Capitale Guido Improta sarebbe tutt'altra: "Sicuramente c'è stato un errore dell'agente della stazione che ha posto in essere una procedura che non doveva. L'ascensore era bloccato e si è tentato un trasbordo delle persone: l'ascensore bloccato è stato affiancato da un altro elevatore, si è cercato di fare un trasbordo delle persone attraverso una botola. Una procedura non codificata". "E' stato un eccesso di generosità dell'agente di stazione che poi si è trasformato in una tragedia", ha concluso Improta. Sulla vicenda sono in corso indagini dei carabinieri e la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Per il prefetto Gabrielli "superato questo momento ci dobbiamo interrogare su come sia possibile che questo genere di cose accadano e su questo le impressioni a caldo non servono: bisogna approfondire per capire se ci sono delle responsabilità soprattutto perché queste cose non si ripetano".

Marino: "Sarà lutto cittadino"

Primo tra i rappresentanti istituzionali a giungere sul luogo dell'incidente, il sindaco Ignazio Marino che ha deciso di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali. "Sono stato a lungo con i genitori del piccolo Marco – ha dichiarato il primo cittadino – a cui ho portato l'abbraccio di Roma. Sulla dinamica dei fatti lascio i commenti alle autorità competenti, per rispetto alla famiglia. Siamo davanti a una tragedia che riguarda tutta Roma. Ho deciso di proclamare il lutto cittadino per il giorno dei funerali".

Bimbo morto, folla di persone: "Siamo senza parole"

Terribile la testimonianza di Sara, studentessa romana, presente nella stazione al momento dell'incidente."Sono l'ultima ad essere uscita dalla stazione prima che fosse chiusa.-  ha raccontato Sara all'agenzia Ansa – Ho sentito urla e pianti, una situazione agghiacciante, e ho visto un uomo con la divisa tipo da controllore che era steso a terra svenuto nel gabbiotto vicino all'ascensore. Ho chiesto ad un poliziotto e mi ha risposto che c'era stato un incidente proprio con l'ascensore. Poi dall'altoparlante qualcuno, con una tono di voce da persona in preda al panico, ha annunciato che dovevamo lasciare la metro. Ho letto solo dopo che era rimasto ucciso un bambino".

Folla di cittadini commossi, ambulanze e mezzi delle forze dell'ordine attorno all'uscita della metropolitana Furio Camillo. "Mi sento male, sono una madre anche io", racconta una donna di origini libanese, mentre una donna gli fa eco: "Mi sono fermata perché volevo sapere. So che il bambino è morto e mi hanno detto che la mamma e' sotto choc. E" una vera tragedia, siamo abbandonati a noi stessi".

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