OPINIONI

Roma la città nemica degli ultimi: a Stazione Termini le barriere anti clochard

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Da qualche giorno all’ingresso della Stazione Termini su piazza dei Cinquecento sono comparse delle vere e proprie recinzioni per impedire ai senza tetto, che qui spesso trovavano rifugio, di sedersi o accomodarsi su un giaciglio. È l’ennesimo esempio di come una capitale sempre più periferica sia all’avanguardia solo per l’accanimento contro gli ultimi dei suoi abitanti.

Roma sembra essere ormai all'avanguardia soltanto per l'accanimento contro gli ultimi dei suoi abitanti e cittadini. Città periferica e a tratti abbrutita, decadente e priva della vitalità propria di quei luoghi che lo sfarzo non l'hanno mai conosciuto e dove si è sviluppata l'arte dell'arrangiarsi, terra di conquista per i capitali mafiosi, fuori dai flussi dove viaggiano le novità, la capitale da qualche giorno si presenta così a chi entra alla Stazione Termini: ingabbiata. Reti di orsogrill tenute insieme da blocchi di cemento e fascette trincerano ogni spazio dove i senza tetto potevano trovare un giaciglio di fortuna, certi che alla stazione centrale della città possono trovare aiuto, una coperta e un pasto.

L'architettura ostile è la costruzione nell'ambiente urbano di elementi che scoraggino l'utilizzo degli spazi pubblici: spuntoni su un muretto per evitare che ci si possa sedere, braccioli e divisori sulle panchine per evitare che qualcuno in cerca di riposo ci si possa sdraiare. Addirittura c'è chi a brevettato un arredo urbano di design – la Camden Bech – una "panchina panchina pensata per scoraggiare comportamenti indesiderabili", tipo sedersi. A Termini siamo andati anche oltre: laddove non ci sono elementi architettonici ostili, si è arrivati direttamente alla recinzione dello spazio urbano per renderlo inaccessibile a chi non sa dove andare a dormire la notte, o semplicemente a chi si vuole sedere in un luogo più riparato in attesa di una partenza o di un arrivo.

Già da tempo sono comparsi barriere e check in all'ingresso dei binari: entra solo chi è munito di biglietto. Ragioni di "sicurezza", ma anche e soprattutto per limitare l'accesso a chi un biglietto non può comprarlo o cerca anche in questo caso un rifugio, oltre che per allontanare chi fa la questua o prova a realizzare qualche piccolo commercio ambulante. Tra i primi a notare l'arrivo delle transenne quelli di Termini Tv, progetto di racconto della stazione a cominciare da chi ne popola i dintorni la notte: "Gioire per aver cacciato i barboni, senza capire che comunque barboni saranno, e chissà dove saranno stanotte.. beh, è una gioia molto volatile",

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Giornalista pubblicista e capo area della cronaca romana di Fanpage.it. Prima di arrivare a Fanpage.it ho collaborato su il manifesto, MicroMega, Europa, l'Espresso, il Fatto Quotidiano. Oltre che di fatti e politica romana mi occupo di culture di destra e neofascismi. Ho scritto per i tipi di Edizione Alegre "La politica della ruspa. La Lega di Salvini e le nuove destre europee" (2015) e per Fandango Libri "Fascismo Mainstream" (2021).
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