Le donne del movimento Non Una di Meno hanno contestato una conferenza nella sala consiliare del I Municipio in via della Greca, a due passi dal Circo Massimo a Roma, a cui partecipava il senatore della Lega Simone Pillon, che ha legato il suo nome al discusso disegno di legge sulla riforma del Diritto di famiglia e in particolare all'affido condiviso e alla procedure di divorzio.

Le attiviste si sono concentrate all'esterno della sede del I Municipio e sono state fatte entrare dopo lunghe trattative con le forze dell'ordine. Alla protesta hanno partecipato anche la minisindaca Sabrina Alfonsi, la senatrice dem Monica Cirinnà e la presidente della Casa Internazionale delle Donne Francesca Koch. "A noi il cielo a te il Medioevo" e "Giù le mani dalle donne" gli slogan e i cartelli esposti dalle manifestanti. "È incredibile che in un convegno organizzato in una sala municipale di tutti ci venga impedito l'accesso" la denuncia Stefania Di Serio, consigliera del I Municipio.

All'urla di "vergogna, vergogna", l'interruzione del convegno dopo una lunga trattativa per l'ingresso, mentre Pillon esponeva le sue teorie sulla denatalità e contro l'immigrazione agitando lo spauracchio del complotto internazionale e della sostituzione etnica: "Qualcuno dice che la soluzione sono i migranti – dichiara Pillon – ma una piccola domanda: in Italia ci saranno gli italiani? Dobbiamo chiederci se siamo in grado come popolo di assicurare un futuro a questo Paese. Le coppie immigrate una volta arrivate in Italia si adeguano al tasso di natalità del nostro Paese. Questa è una deportazione di massa perché le ong finanziate dai soliti noti della finanza internazionale destabilizzano i Paesi non amici attraverso l'immigrazione selvaggia".

Campidoglio dice "no" a Ddl Pillon con voti Pd e M5s

Mentre era corso la contestazione in Campidoglio veniva approvata una mozione presentata dalle donne del Partito democratico e approvata con i voti del Movimento 5 stelle. "Bene il voto dell'Assemblea capitolina contro il ddl Pillon. L'approvazione della mozione presentata dal gruppo capitolino del Pd che ha visto la convergenza anche del gruppo M5S, contro un disegno di legge che rappresenta una minaccia per i minori e per le donne in regime di separazione ci riempe di soddisfazione. Da Roma arriva al Governo un segnale chiaro. L'abolizione dell'assegno di maternità', la bigenitorialità perfetta con il criterio quantitativo e non qualitativo, la mediazione familiare obbligatoria con il piano genitoriale e l'aumento dei costi del divorzio sono un goffo tentativo di riportare indietro le lancette dell'orologio di mezzo secolo", così in una nota il Pd di Roma.