Dal profilo di Virginia Raggi
in foto: Dal profilo di Virginia Raggi

Tornano alla riscossa i "furbetti del cartellino", questa volta all'ufficio Giardini del VII Municipio di Roma. Sono in totale 9 le persone accusate di aver timbrato il loro cartellino per poi allontanarsi dal loro posto di lavoro, senza provvedere alla manutenzione delle aree verdi e degli alberi. I dipendenti sono stati sanzionati con un provvedimento di interdizione dal servizio per un anno intero, con l'accusa di truffa, peculato e attestazione falsa. In questo frangente alcune delle persone coinvolte da questa sanzione avrebbe utilizzato i mezzi di servizio dell'ufficio per svolgere attività personali, come l'andare a comprare un qualcosa in un negozio o semplicemente andare a fare colazione a un bar della zona. La situazione sembrava stesso sfuggendo di mano ma tutto è stato bloccato dalla decisione del giudice per le indagini preliminari Claudio Carini, che su richiesta del pubblico ministero Mario Palazzi ha sanzionato i 9 dipendenti con la sospensione per un anno dall'attività lavorativa, vista la "totale anarchia" denunciata dal giudice.

Virginia Raggi non ci sta: "I furbetti del cartellino sono schiaffo ai cittadini onesti"

La solita procedura utilizzata dai dipendenti per evitare di lavorare non è stata digerita dal primo cittadino della Capitale Virginia Raggi, che sul proprio profilo Facebook ha commentato la vicenda, parlando di "false timbrature o assenze a orologeria". La rabbia della sindaca sorge in particolare per l'elusione della normativa sul lavoro. "Sembra – spiega Raggi sui social – che queste persone, invece di lavorare e prendersi cura del verde della città, andassero ad "arrotondare" nei giardini di privati, utilizzando attrezzi e mezzi di proprietà del Comune. Un vero e proprio schiaffo a tutti i romani onesti".

Due mesi fa vennero sanzionati a Roma i furbetti del cartellino dell'Umberto I

Non solo all'ufficio Giardini del VII Municipio di Roma, ma la piaga dei "furbetti del cartellino" coinvolge da tempo tutta la Capitale in ogni suo settore, fino all'ambito medico. Soltanto qualche mese fa tre infermieri del policlinico Umberto I sono stati sospesi dall'incarico proprio per l'accusa di strisciare il badge per recarsi a lavoro, salvo poi andarsene in giro per interessi personali. Molti di loro timbravano il cartellino e poi si dirigevano al supermercato per andare a fare la spesa, oppure andavano a prendere i loro figli a scuola. Uno di loro si sarebbe addirittura concesso mezza giornata di riposo, motivo per il quale tutti e tre sono stati accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato.