Le file fuori alla metro Anagnina
in foto: Le file fuori alla metro Anagnina

File alla stazione Anagnina, dove decine di persone al mattino presto si radunano in attesa dell'apertura dei cancelli per non perdere la prima corsa. Anche il capolinea della linea A è affollato, i lavoratori attendono il proprio turno muniti di mascherine e incolonnati, cercando di rispettare la distanza di sicurezza. Sono facchini e addetti alle pulizie, impiegati nel commercio e nei lavori domestici e di cura, che iniziano la loro attività molto presto. Fanpage.it ha raggiunto i viaggiatori, c'è chi è fuori dalla stazione dalle 4.30 ma mezz'ora di attesa c'è sempre. L'obiettivo è non arrivare tardi al lavoro. "Una situazione indecente, allucinante" commenta la lunga fila che ha davanti un viaggiatore. Tra loro ci sono sia persone che dalla periferia Sud Est di Roma si spostano in centro, sia pendolari che provengono da fuori città, e che per raggiungere il posto di lavoro compiono viaggi che durano ore durante la notte: "Io devo scendere alla fermata Spagna però vengo da fuori Roma, mi alzo alle 3 e un quarto per attaccare alle 6, tre ore di viaggio per tre ore di lavoro" ha detto una passeggera.

Passeggeri in fila anche al capolinea della metro B

Situazione analoga è quella che devono affrontare i passeggeri utte le mattine al capolinea Rebibbia della metro B. A una settimana dall'allentamento delle misure di contenimento del coronavirus, con ingressi contingentati sui mezzi di trasporto pubblico. La riapertura infatti sin dai primi giorni, con le nuove disposizioni per fronteggiare l'emergenza sanitaria, ha messo il luce come la ripartenza, allo stesso modo dell'isolamento domiciliare, non sia uguale per tutti: chi abita in periferia infatti, rischia di rimanare bloccato, o comunque, di arrivare al lavoro dopo un viaggio interminabile. C'è chi per spostarsi più agevolmente compie una parte del tragitto con l'auto, altri che devono cambiare più mezzi ma non hanno le stesse possibilità, si muovono a piedi, per raggiungere stazioni e fermate e mettersi in fila.

A cura di Alessia Rabbai e Simona Berterame