Non si è trattato di un suicidio ma di un incidente. È arrivata la conferma sulla dinamica dell'accaduto dalle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza passate al vaglio dai poliziotti, dalle quali è emerso che la donna morta sotto alla metro A alla fermata Lepanto è scivolata. Nessun gesto volontario dunque, come invece era parso in un primo momento, ipotesi maggiormente considerata dagli investigatori. La vittima, Adij Wagne, una quarantenne di origini senegalesi, è precipitata sui binari ed è rimasta incastrata tra la banchina e le rotaie. Poi, l'arrivo del convoglio, che l'ha travolta. Il tragico episodio è avvenuto questa mattina, quando, intorno alle ore 11 di oggi, giovedì 28 maggio, il macchinista alla guida del convoglio ha visto apparire la donna sui binari, così come ha raccontato alle forze dell'ordine, ma di non essere riuscito a frenare in tempo per evitare di travolgerla. L'uomo è in forte stato di choc. La donna era a Roma da cinque anni, faceva l'ambulante e aveva una figlia di 23 anni.

Codacons: necessarie barriere per la sicurezza

Sul drammatico incidente alla fermata della metro Lepanto è intervenuto Carlo Rienzi, presidente del Codacons che ha sottolineato: "Incidenti e suicidi si verificano troppo spesso nelle stazioni delle metropolitane" e ha spiegato come sia necessario "evitarli, attrezzando le banchine delle metro A, B e B1 con delle barriere che permettano il solo passaggio attraverso le porte, per entrare ed uscire, barriere già presenti nella metro C". In questo modo, continua Rienzi "sarà impossibile per i passeggeri rischiare di finire travolti dai treni in corsa accidentalmente o compiere gesti volontari".