Meno treni in circolazione, banchine e convogli stracolmi, disagi per romani e turisti. Tutto sarebbe colpa di uno ‘sciopero bianco' portato avanti silenziosamente da personale Atac e macchinisti, ma i cui risultati si fanno invece sentire eccome sulla città e sulla vita dei cittadini. La protesta sarebbe contro la volontà dell'azienda di portar le ore di guida annue dalle attuali 700 a 950, e contro l'introduzione di un badge in entrata e in uscita. E' la stessa azienda, dopo il manifestarsi dei primi disagi lo scorso mercoledì, ad annunciare un'attenta inchiesta interna e "nel caso gli approfondimenti confermino tale ipotesi l'azienda è pronta a procedere denunciando i responsabili per interruzione di pubblico servizio".

Chi non difende i macchinisti è Cladio Di Berardino, numero uno della Cgil nel Lazio, che prende le distanze dai metodi usati ma nel merito attacca la riorganizzazione aziendale. "Se la notizia di uno sciopero bianco messo in atto dai macchinisti della metro A e B, comportando ritardi dei treni e quindi disservizi per i passeggeri-utenti, è confermata, riteniamo che questo sia un atteggiamento sbagliato – ha commentato Di Berardino – Esiste una normativa da rispettare, la 146, che consente l'organizzazione di uno sciopero se ci sono argomenti di merito. Il Comune di Roma e l'azienda Atac non possono pensare di modificare l'assetto del servizio e l'organizzazione del lavoro, senza aprire una fase di contrattazione con le organizzazioni sindacali in cui rimettere al centro il tema della quantità e della qualità del servizio pubblico offerto ai cittadini, oltre al tema dei diritti e dei doveri dei lavoratori".

Sciopero bianco metro: Marino contro i macchinisti

Il sindaco affida il suo commento a un video pubblicato sulla sua pagina Facebook pubblicato nella tarda serata di ieri. "Oggi , ed è accaduto anche nelle giornate passate, c'è stato un servizio molto scadente sulle nostre metropolitane che ha danneggiato la vita delle romane, dei romani e dei tanti turisti che vengono nella nostra bella città ogni giorno – spiega Marino – Io temo che si tratti di comportamenti individuali di singoli macchinisti, che danneggiano con il loro comportamento l'immagine dell'azienda e la vita delle persone". "Questo – prosegue il sindaco -, probabilmente, accade perché ho preteso che da poche settimane i macchinisti della metropolitana timbrino il cartellino in entrata e in uscita, così come fanno tutte le persone che nella nostra città vanno a lavoro la mattina e tornano a casa la sera. Ho chiesto al dottor Micheli, il nuovo direttore generale dell'Atac, che ha la mia massima fiducia di mettere in moto tutti gli strumenti necessari per scoprire la verità. Noi abbiamo diritto di avere una metropolitana, anzi tre metropolitane, che funzionino come quelle di una capitale di un Paese del G7". "Trovo anche inaccettabile che a Milano i macchinisti guidino 1100 ore l'anno, a Napoli 950 e a Roma solo poco più di 700 ore l'anno. Questo va cambiato, nell'interesse della città", chiusa infine Marino.