Roma canta ancora oggi le canzoni di Gabriella Ferri, la regina della musica romana. A distanza di cinquant'anni si celebra il suo secondo album, dal titolo "Roma canta": una sorta di presagio, visto che le canzoni della donna di Testaccio sono oggi celebrate e intonate in tutta Italia. Dopo il primo album, che prende il nome della stessa cantante, uscì proprio "Roma canta". Un omaggio alla Capitale che l'aveva cresciuta e che l'avrebbe poi consegnata al mondo della musica. I brani al suo interno diedero linfa nuova alle canzoni romane, restituendo valore alla tradizione canora capitolina e agli stornelli classici. Tra le dodici tracce dell'album spicca una versione scanzonata de "La società dei magnaccioni", cavallo di battaglia della Ferri, oltre a stornelli meno conosciuti, come "Alla renella", in omaggio al fiume Tevere, e "Vitti ‘na crozza", interpretata anche da Domenico Modugno.

Una carriera dedicata a Roma

Molti brani dell'album sono incisi e cantati insieme a Luisa De Santis, quella che agli inizi fu la sua compagna di carriera. Insieme a lei la Ferri aveva fondato il duo "Luisa e Gabriella", ma la prima, dopo aver raggiunto la popolarità, scelse di ritirarsi dalle scene, lasciando Gabriella Ferri da sola sul palco. La cantante romana si è distinta anche nel mondo del cinema, recitando nel film "Remo e Romolo – Storia di due figli di una lupa". Per anni è stata presente anche nel piccolo schermo, ospite delle trasmissioni di Mike Bongiorno e nei varietà italiani, ma il suo cuore era per la musica. Ha registrato quindici album e ha prodotto moltissimi singoli. Negli ultimi anni di vita aveva diminuito i concerti a causa della depressione che l'aveva colpita in età adulta. La sua morte, avvenuta il 3 aprile del 2004 a Corchiano, ha lasciato un vuoto nei cittadini romani che la ricordano con le sue canzoni.

La poesia sulla sua tomba

Oggi Gabriella Ferri è sepolta nel cimitero del Verano. Sulla sua tomba, come voluto dal marito Seva Borzak, si trova una poesia, semplice e incisiva al tempo stesso: "Di notte i tuoi occhi brillavano più forte della luce di giorno, il tuo amore riscaldava più del sole". Un amore che raggiunse i cittadini romani che oggi, a distanza di cinquant'anni, omaggiano la carriera di Gabriella, ringraziandola per aver dato voce a Roma facendola cantare in eterno.