Un campanello d'allarme era arrivato alcune settimane fa dal Policlinico Casilino di Roma, dove la direzione sanitaria aveva reso pubblico di aver contemporaneamente ricoverati quattro neonati in crisi di astinenza da cocaina, tossicodipendenti dalla nascita a causa dell'assunzione da parte della madre durante la gravidanza. L'ospedale aveva spiegato di trattare una ventina di casi all'anno di questo passo. Ma i casi di bambini che assumono involontariamente sostanze stupefacenti, secondo quanto raccontato anche oggi dal quotidiano il Messaggero è un fenomeno in preoccupante crescita e ben conosciuto da chi opera negli ospedali, come spiegato da Marco Marano, il medico a capo del Centro Antiveleni dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, una delle strutture pediatriche più importanti d'Italia.

"In media i pazienti su cui interveniamo sono otto, nove all'anno. Il numero è abbastanza costante negli ultimi 4 anni. – spiega il medico – Al pronto soccorso viene portato il bambino di 1 o 2 anni che dorme troppo, che cade o non mantiene l'equilibrio oppure che ha una tachicardia". Sintomi che portano ad approfondire con esami tossicologici che purtroppo a volte portano alla scoperto che il bambino ha assunto stupefacenti, magari toccando i residui della droga assunta lasciata sul tavolino dai genitori, ingerendola o inalandola. Nei casi più gravi si arriva al ricovero in terapia intensiva. La maggior parte delle volte è la noncuranza e l'irresponsabilità dei genitori a provocare l'assunzione involontario degli stupefacenti da parte dei bambini, che possono riportare anche gravi traumi.