È ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Gemelli di Roma l'autista dell'Atac di 31 anni colpito da meningite batterica di tipo B. Non è in pericolo di vita assicurano però i medici, anche se l'uomo resta sotto stretta osservazione, dopo giorni nel reparto di Terapia Intensiva. Tutto è iniziato intorno all'Epifania quando l'uomo, come raccontato dai genitori, ha accusato i primi sintomi di un malessere generale, facilmente riconducibile a un'influenza di stagione. Una febbre che improvvisamente è però aumentata fino a raggiungere quasi 39,8: "Aveva spossatezza alle gambe e non riusciva ad alzarsi", racconta la madre dell'uomo che è intervenuta immediatamente quando lo ha visto muovere le braccia in modo scoordinato come in preda a un crisi epilettica e girare gli occhi verso l'alto.

Non è in pericolo di vita ma è ancora in uno stato di semi incoscienza

Da quell'arrivo in ospedale l'8 gennaio alle 2 del mattino è stato un percorso in salita per il 31enne che vive a Monterotondo. I medici infatti hanno faticato a capire che si trattasse di meningite, aveva solo due piccole macchie sulle palpebre. I sintomi poi si sono presentati tutti e ora nonostante i lunghi giorni trascorsi in ospedale la situazione di pericolo è rientrata ma l'uomo resta in coma: "Non ha ancora la sensibilità nelle gambe, è in uno stato di semi incoscienza, non è reattivo al 100 per cento e apre solo un occhio", racconta angosciata la mamma. Ora bisognerà capire se e come guarirà l'uomo che potrebbe aver riportato danni neurologici o fisici permanenti.

Somministrati antibiotici a familiari e amici in via preventiva

Intanto alla famiglia e agli amici che sono stati a contatto con lui nei giorni precedenti sono stati somministrati degli antibiotici in via preventiva. L'uomo che lavora come autista da diverso tempo, conduce i mezzi dell'Atac che fanno capo al deposito di Grottarossa e che transitano a Roma nord tra via Cassia, piazzale Clodio, Gemelli e Montemario. I familiari hanno inviato all'azienda i documenti che certificano la patologia: "Chissà come se l'è presa – si domandano i genitori –  forse sull'autobus".

L'ultimo caso: Federico ucciso a 15 anni dalla meningite fulminante

Solo dieci giorni fa, il 14 gennaio, la morte del giovane Federico, 15enne deceduto all'ospedale Umberto I di Roma proprio a causa di una meningite fulminante. Il ragazzo era stato ricoverato nella mattinata manifestando i sintomi di quella che poi è stata confermata essere una meningite, per lui purtroppo non c'è stato nulla da fare. Anche in quel caso sono scattate, seguendo i protocolli clinici, le procedure di profilassi presso i famigliari del ragazzo e gli amici che erano stati in contatto ai quali sono stati dati gli antibiotici del caso. Profilassi estesa poi anche presso la scuola frequentata dal ragazzo nel territorio della Asl Roma 2, l'Istituto alberghiero Amerigo Vespucci nel IV municipio.