Si rompe una conduttura a Trastevere, e una strada diventa in pratica un piccolo fiume cittadino, causando danni e disagi. Stamane si è quindi registrata la temporanea chiusura di via di Monteverde, nel tratto che congiunge il largo Vincenzo de Paoli e piazzale Enrico Dunant a causa di una voragine e di lavori sulle condutture d'acqua, come spiegato da Luceverde. Dalle immagini girate da alcuni residenti, si nota che via di Monteverde è diventata a tutti gli effetti una sorta di affluente del Tevere, con il livello dell'acqua particolarmente alto e che non permetteva quasi neanche la circolazione delle automobili: il tutto per la rottura di una conduttura d'acqua.

L'acqua ha allagato in maniera consistente l'intero tratto che va dalla chiesa di San Damiaso, che si trova a ridosso di largo De Paoli, fino al cuore di piazzale Dunant. In molti hanno espresso in Rete la propria rabbia per questa vicenda, che testimonierebbe ancora una volta il livello di criticità raggiunto dal sistema di smaltimento delle acque (piovane e non) della Capitale, già in passato messo a dura prova dalle piogge. E tuttavia, va anche detto che l'eccezionalità di alcuni fenomeni temporaleschi, particolarmente intesi ormai da tempo ma che restano comunque una novità per Roma, stia contribuendo considerevolmente a "stressare" il già citato sistema di smaltimento delle acque, non certo ideato per fenomeni temporaleschi di portata eccessiva. L'ultimo episodio di allagamento "consistente" per una forte pioggia era accaduto a fine settembre, quando ad allagarsi era stata addirittura la stazione Termini di Roma, dove addirittura erano apparsi dei secchi per raccogliere l'acqua piovana proveniente dal soffitto. In quell'occasione, il maltempo che si era abbattuto sulla Capitale aveva provocato ulteriori disagi, con strade allagate e alberi caduti, con altre zone della città, come Ponte Milvio, dai cui tombini intasati fuoriusciva l'acqua piovana.