ROMA – Dopo giorni di preparazione e di bonifica dell'area, sono cominciate questa mattina le operazioni di sgombero dell'ex Penicillina, fabbrica dismessa sulla via Tiburtina nella quale avevano trovato rifugio centinaia di persone indigenti, circa 500, per la maggior parte migranti e richiedenti asilo, ma anche tanti italiani, che hanno trovato nell'ex fabbrica abbandonata il loro rifugio. La sindaca Virginia Raggi ha emesso l'ordinanza di sgombero per ragioni di sicurezza e sanitarie: all'interno della struttura si trovano amianto e sostanze chimiche pericolose e l'intero stabile è pericolante. Lo sgombero delle scorse settimane

La Polizia di Stato e i carabinieri stanno dunque procedendo allo sgombero degli occupanti: già ieri, in realtà, parecchi hanno abbandonato la struttura. Circa una settantina di persone ha accettato l'accoglienza a tempo del Comune di Roma, ma dopo? E le altre centinaia di persone che occupavano la fabbrica, che fine fanno? Una risposta ancora non c'è, così come ancora non c'è un progetto concreto di bonifica dell'area dell'ex Penicillina, che per il momento l'amministrazione punta solo a "sigillare" mentre piani di abbattimento . Nel frattempo, restano tantissime persone per strada, che troveranno rifugio in un altro insediamento abusivo, di fortuna, come accade dopo ogni sgombero.

 

Sul posto si è recato anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha svolto un sopralluogo di circa una decina di minuti all'interno: "Orgoglioso di questo intervento di legalità, pulizia e sicurezza atteso da anni. Era un punto di spaccio e rifornimento per buona parte della città. Aggressioni, rapine, accoltellamenti, furti e violenze erano all'ordine del giorno. Le poche decine di persone regolari e realmente bisognose saranno prese in carico dalle istituzioni. I 35 rintracciati questa mattina nella struttura sono stati portati in questura per accertamenti: in caso di irregolarità saranno espulsi. Gli altri sono e saranno individuati, seguiti e identificati ovunque si trovino". Non è mancato chi, tra attivisti ed ex abitanti del ghetto, ha rivolto urla di contestazione all'indirizzo del leader della Lega apostrofandolo come sciacallo.

Contestata dal presidio di manifestanti anche la presidente del IV Municipio Roberta Della Casa del Movimento 5 stelle, che è stata apostrofata come "fascista" e accusata di essere andata a fare solo una passerella. Non è andata meglio al segretario romano del Partito democratico Andrea Casu, allontanato dal presidio di solidarietà: "Siamo venuti qui per vigilare che questo sgombero si svolga nel pieno rispetto dei diritti umani, senza bandiere o fare propaganda, per cercare di capire cosa possa fare il Campidoglio per accogliere gli sgomberati. Alcuni militanti, credo di Potere al Popolo, visto che ci sono le loro bandiere, sono venuti attorno a noi rinfacciandoci le supposte responsabilità politiche del Pd sui migranti, questa si chiama provocazione e fa male a questa città. Comunque nessuno ci può mandare via, siamo qui per monitorare che tutto si svolga nel pieno rispetto dei diritti".

Sgombero ex Penicillina, accolte 96 persone

Alle ore 15.30 di oggi pomeriggio sono 96 le persone che si trovavano nell'immobile ex Penicillina che, risultano accolte presso le strutture di Roma Capitale. Altre 70 persone sono ancora in attesa di svolgere il colloquio con gli operatori. Sul fronte dell'accoglienza delle persone che ne hanno diritto, l'assessora al Sociale di Roma Capitale, Laura Baldassarre conferma l'impegno tramite la Sala Operativa Sociale: "Il percorso per garantire l'accoglienza delle persone presenti presso l'immobile dell'ex Penicillina si è sviluppato negli ultimi mesi grazie a un lavoro integrato tra i vari livelli istituzionali e le associazioni che operano sul territorio. Un lavoro che ha consentito di incrociare i dati e le informazioni, assicurando la mappatura delle persone in condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità".