Che le armi girino in una città come Roma non è cosa che stupisce. È soprattutto nelle metropoli, quelle che vivono di contraddizioni e divisioni sociali molto marcate, quelle dove la criminalità organizzata gestisce interi quartieri, che il mercato illegale delle armi prolifera. Con una differenza rispetto al passato: ossia che possono essere acquistate da chiunque e in completa autonomia. E così vengono comprate anche da piccoli spacciatori, che vogliono sentirsi più sicuri e dare all'esterno un'immagine da gangster navigato per assumere caratura nel mondo criminale. Le pistole non finiscono più solo in mano a gruppi criminali organizzati, o ad associazioni mafiose, ma possono essere di tutti. Perché comprare un'arma sul mercato illegale è più semplice di quello che si possa pensare.

2mila euro per una pistola non tracciabile

Non tutti possono avere una pistola regolarmente registrata, e di certo non chi ha la fedina penale sporca. Serve il nulla osta della Questura e bisogna presentare tutta la documentazione necessaria prima di ricevere un'arma, che deve essere tracciata. Un problema per chi deve commettere un reato, che non si può permettere di essere identificato. Come rendere invisibile un'arma e far sì che non si possa risalire al titolare? Cancellando la matricola. Chi vuole una pistola o un fucile deve solo rivolgersi alla persona ‘giusta', far girare la voce. Chiaramente le scorciatoie hanno il loro prezzo da pagare: e così, se una pistola in armeria costa intorno ai 600 euro, nel market illegale può arrivare fino a 2mila euro.

Furti e false denunce, da dove vengono le pistole con matricola abrasa

Da dove vengono queste armi? Nella maggior parte dei casi da furti nelle abitazioni. Oppure da qualcuno che le ha a casa e ha bisogno di soldi: in questo caso basta simulare il reato, denunciare il furto e venderle illegalmente. La matricola viene cancellata, poi le pistole e i fucili sono pronti per essere acquistati senza che si possa risalire alla mano che li impugna. Non si tratta di un sistema sofisticato, e così chiunque ne può avere una.

Traffici radicati in tutta Roma

Quante armi ci sono in giro per Roma e in quali quartieri si ha la concentrazione maggiore? Il fenomeno è in realtà stazionario rispetto agli anni passati e le armi illegali hanno una diffusione capillare in tutto il territorio romano. Tanto che sequestri sono stati fatti sia a Tor Bella Monaca e San Basilio, sia in zone ‘bene' come Ponte Milvio e Prati. Questo si evince con facilità anche dagli ultimi casi di cronaca che hanno sconvolto la capitale. Principalmente per due motivi: la scioltezza nell'uso delle armi, la spregiudicatezza con la quale sono state usate, e la giovane età di chi impugna la pistola.

L'omicidio di Luca Sacchi e il ferimento di Manuel Bortuzzo

Ultimo in ordine cronologico è il caso dell'omicidio di Luca Sacchi, il 25enne ucciso con un proiettile alla testa dal 21enne Valerio Del Grosso. Il killer proviene da una famiglia residente a Casal Monastero e non farebbe parte di gruppi criminali organizzati, tanto che di giorno lavorava in pasticceria. Valerio aveva con sé una pistola, una P38, che probabilmente non era autorizzato a portare. Soprattutto perché ha in corso un processo per aver picchiato l'ex ragazza: l'ha percossa così forte da provocarle un danno al timpano. E chi ha nel proprio ‘curriculum' questi episodi di violenza non può girare armato.

C'è anche il caso di Manuel Bortuzzo, il 19enne ferito alla schiena da un proiettile sparato da Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, due ragazzi di 24 e 25 anni. I due avevano litigato con un gruppo di persone in un pub: all'arrivo della polizia sono usciti fuori, sono andati a prendere il motorino, sono tornati indietro e hanno fatto fuoco contro Manuel, scambiato per uno degli uomini con cui avevano avuto una discussione. La pistola usata dagli aggressori era rubata. Armi in mano a ragazzi giovanissimi, usate senza riflettere e per futili motivi. Quelle pistole però uccidono e rovinano vite. Con la stessa facilità con cui sono state reperite.