In pieno centro a Roma, in via Giovani Amendola a due passi dalla Stazione Termini, c'è un negozio di articoli militari che mette in vendita in bella mostra nella sua vetrina una maglietta con Adolf Hitler mentre fa il saluto nazista. Come se fosse la t-shirt ricordo di un concerto di un cantante rock, c'è scritto "Adolf Hitler European Tour 1939 – 1945". La maglietta è in mezza ad altre con i loghi delle divisioni di paracadutisti, fucili e cecchini.

Di memorabilia e paccottiglia con sopra le effigi di Hitler e Benito Mussolini ce n'è tanta in giro. Dalle bottiglie di vino ai più noti calendari che si vedono spuntare in moltissime edicole a ogni nuovo anno ma no, non c'è una specifica legge che vieta di mettere in vendita e in esposizione questo tipo di oggetti. Insomma non rappresenta reato come si dice in questi casi. La Legge Fiano, discussa ma non approvata in via definitiva da entrambi i rami del parlamento la scorsa legislatura, impediva tra le altre cose la vendita di questo tipo di oggetti.

Ma oltre alla sanzione della legge, che si può ritenere più o meno utile, dovrebbe rimanere la pubblica indignazione e rimostranza. Evidentemente se una maglietta, che si vorrebbe anche ‘ironica', con Hitler viene messa in vendita e in mostra, vuol dire che la clientela del negozio specializzato in articoli per cacciatori e per amanti del survivor e delle armi, non solo non ha nulla da dire, ma apprezza anche. I passanti che magari trovano fuori luogo la t-shirt la derubricano evidentemente a un problema minore o non sanno bene che fare, chiamare la polizia? Per fare cosa?

Dobbiamo imparare a protestare, a non abbassare di continuo l'asticella di quello che dobbiamo sopportare, a partire anche da una maglietta. Domani è il Giorno della Memoria, oltre a ricordare l'orrore della Shoah e le sue vittime, dobbiamo imparare anche ad incazzarci un po' con chi vende una maglietta di Hitler.