La Guardia di Finanza di Roma ha condotto in carcere 9 persone affiliate al clan Guarnera operante ad Acilia, periferia di Ostia, nell'ambito dell'operazione ‘Vento dell'Est'. Pesanti le accuse nei loro confronti: estorsione, illecita concorrenza con minaccia e violenza, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dalla natura mafiosa del loro sodalizio. E se non è Romanzo Criminale poco ci manca, perché in questa inchiesta emergono nomi di peso di ex boss della Banda della Magliana, e la criminalità emergente come la ‘batteria di Ponte Milvio', costituita da malavitosi albanesi ed italiani, già citata nelle carte dell'inchiesta su mafia capitale. Un sodalizio criminale che controlla palmo palmo il proprio territorio, Acilia, in una pax mafiosa con i boss del litorale, mentre in un settore specifico (le slot machine), prova ad imporsi sul mercato di tutta la città.

I Guarnera, dopo essersi allontanati dal boss Mario Iovine dei Casalesi, avevano organizzato un loro clan arrivando a controllare la gran parte delle attività criminali ad Acilia: estorsioni, spaccio di droga e gioco d'azzardo. Inoltre si erano specializzati nel controllo del mercato delle slot machine Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti i Guarnera avevano stretto un proficuo sodalizio con la mala albanese, utilizzata come braccio armato e forza d'intimidazione. Inoltre avevano stretto rapporti con ex membri della Banda della Magliana, come Luciano Crialesi e Renato Santachiara. I Guarnera coabitavano anche pacificamente con il clan Fasciani di Ostia, con cui avevano stretto un patto di reciproco rispetto, non invadendo ognuno il territorio altrui.

Per quanto riguarda i rapporti con ‘gli albanesi', i Guarnera avevano stretto un sodalizio con il gruppo di Arben Zogu, il cui nome già emerge nell'inchiesta su Mafia Capitale assieme a quello dell'ex leader degli Irriducibili della Lazio Diabolik, al secolo Fabrizio Piscitelli. Zogu, detto ‘Riccardino', non solo interveniva con il suo gruppo per intimidire chi non voleva installare le ‘macchinette' dei Guarnera, ma reperiva al gruppo ingenti quantità di sostanze stupefacenti, provenienti anche dall'estero. Nell'inchiesta viene documentato l'arrivo di un carico di 20 chili di cocaina che, transitando per la mani degli albanesi, veniva poi consegnata in parte ai Guarnera, in particolare da Alessandro Presta, detto ‘il Negro'. Nell'operazione di narcotraffico è risultato coinvolto anche Ettore Abramo, meglio conosciuto in curva Nord della Lazio come ‘Pluto', il quale aveva il compito di magazziniere della cocaina importata.