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Roma, 31 parrocchie pronte ad accogliere 200 profughi

Le parrocchie della diocesi di Roma rispondono all’appello di Papa Francesco ad aprire le porte di chiese ed oratori ai rifugiati che premono sui confini dell’Europa. 31 parrocchie e 8 istituti religiosi da ottobre ospiteranno 200 profughi. A coordinare le operazioni d’accoglienza la Caritas diocesana di Roma.
A cura di Valerio Renzi
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Le parrocchie della diocesi di Roma rispondono all'appello di Papa Francesco ad aprire le porte di chiese ed oratori ai rifugiati che premono sui confini dell'Europa. L'ospitalità delle parrocchie e degli istituti religiosi sarà coordinata dalla Caritas, che si occuperà anche di gestire le relazioni con le istituzioni, prefettura in primis, sulle modalità dell'accoglienza e formerà volontari e operatori che seguiranno e accoglieranno i nuovi arrivati.

"Sono 31 le parrocchie e otto gli istituti religiosi di Roma che hanno aderito all'appello di Papa Francesco per l'accoglienza dei profughi, c'è tempo fino al 30 settembre. – a scriverlo in una nota la Carita di Roma – Ai presbiteri e religiosi che hanno dato disponibilità, la Caritas diocesana invierà nei prossimi giorni un opuscolo informativo. Continuano intanto i contatti con la Prefettura di Roma per concordare le procedure di ospitalità e, sempre nei prossimi giorni, un'equipe di operatori Caritas si recherà da coloro che hanno aderito per un sopralluogo tecnico su spazi di accoglienza, mobilio e servizi disponibili. L'ospitalità dei profughi dovrebbe iniziare nel mese di ottobre".

Lo scorso 6 settembre Bergoglio aveva fatto appello ai fedeli e alla chiesa: “Ognuno accolga una famiglia di profughi, un gesto concreto in preparazione dell'Anno santo. Le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi". Poi la richiesta ai vescovi d'Europa: "Mi rivolgo ai miei fratelli vescovi d’Europa, veri pastori, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che misericordia è il secondo nome dell’amore: ‘Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’”.

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