La Regione Lazio sta valutando una proposta per una discarica a nord di Roma. Si tratta di Pian dell'Olmo a Riano, nei pressi della Riserva Naturale della Marcigliana e del fiume Tevere. Secondo quanto appreso, la società interessata avrebbe avanzato una richiesta di valutazione d'impatto ambientale che gli uffici tecnici competenti dovranno valutare per capire se sia possibile pensare un sito per il conferimento dei rifiuti nell'area individuata, che sorge tra la via Flaminia e la via Tiberina. La società per ottenere le autorizzazioni dovrà attendere l'esito della conferenza dei servizi prevista per il prossimo 20 giugno e aspettare che chi di competenza verifichi l'impatto ambientale sulla zona, relativamente al progetto presentato e che non vi siano impedimenti per realizzarlo, come da iter di legge.

Il Comune di Roma contro nuove discariche

Tuttavia, come chiarisce Flaminia Tosini, della Direzione regionale Politiche Ambientali e ciclo dei Rifiuti, "l'area non è sottoposta a vincoli" ed è considerata idonea anche da Arpa. Un'intenzione emersa, quella di voler predisporre un sito di conferimento per i rifiuti, nonostante la posizione del Campidoglio, e della sindaca Cinque Stelle Virginia Raggi, che si è espressa contraria a nuove discariche a Roma o nel territorio della Città Metropolitana. Ma nella bozza sui piano rifiuti della Regione Lazio è prevista la realizzazione di una discarica che possa soddisfare le necessità della Capitale. E con l'affacciarsi dell'estate, dopo l'incendio del Tmb Salario e Rocca Cencia, l'emergenza rifiuti si affaccia sulla Capitale, nel frattempo che si cerca di capire come affrontarla.

Discarica a Pian dell'Olmo a Riano: il progetto

Il progetto avanzato dalla società interessata per Pian dell'Olmo a Riano, avanzato il 23 settembre scorso, comprende un'area di 45mila metri quadri, per circa 700mila metri cubi, una capienza maggiore dell'ex discarica di Malagrotta, dove verrebbero conferiti i rifiuti solidi urbani. Si tratta della stessa zona scelta da Cerroni in passato, in previsione della chiusura del sito di stoccaggio, poi bocciata del 2012 dopo una protesta dei residenti che hanno bloccato la via Tiberina. La società che ha avanzato la richiesta è Torre di Procoio Srl, collegata al Gruppo Maio abruzzese, realtà di primissimo piano nello smaltimento dei rifiuti.