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Rifiuti, revocato sciopero dell’Ama lunedì: emergenza rifiuti scongiurata

Sciopero scongiurato ma la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti va avanti a rilento. Per il Campidoglio la colpa è di Cerroni e della sua azienda Co.la.ri. E ieri dal ministro della Salute Galletti è arrivato il via libera all’ipotesi di requisizione degli impianti.
A cura di Valerio Renzi
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L'immondizia si accumula nelle strade, i cassonetti in alcuni quartieri della Capitale sono traboccano di sacchetti, la raccolta va avanti a rilento. Una situazione difficile che sarebbe diventata potenzialmente un disastro, se lunedì fosse stata confermata l'agitazione sindacale dei lavoratori delle aziende dei rifiuti, prevista a livello nazionale. Invece un tavolo di trattativa tra rappresentanti sindacali e Federambiente ha trovato ieri un accordo e lo sciopero è stato revocato con la firma di un protocollo, in attesa di un'intesa che porti al rinnovo del contratto nazionale. Ha tirato un sospiro di sollievo il sindaco Ignazio Marino che su Twitter scrive: "Intesa raggiunta. Scongiurato per lunedì lo sciopero nazionale aziende rifiuti. Grazie al senso di responsabilità di tutti".

Il ministro Galletti: "Comune può requisire gli impianti"

La ragione della lentezza nella raccolta e lo smaltimento secondo l'amministrazione sarebbe della Co.la.ri., l'azienda dell'ex monopolista della ‘monnezza' di Roma e proprietario della discarica di Malagrotta Manlio Cerroni. Tanto che il sindaco Ignazio Marino negli scorsi giorni ha paventato l'ipotesi di requisizione degli impianti per far tornare la situazione alla normalità. Un'ipotesi che ieri ha avuto l'appoggio anche del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti che, ascoltato in commissione sulle ecomafie, ha ribadito come qualora ci fosse l'esigenza "di tutela ambientale e di salute pubblica", le istituzioni possono procedere anche alla requisizione, così come previsto da un articolo del decreto sulla Competiti Lo prevede una nuova norma inserita nel decreto Competitività.

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