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Continua la battaglia dei comitati di quartiere uniti contro la costruzione di un impianto di compostaggio che il Campidoglio e Ama vorrebbero realizzare fra Cesano e Osteria Nuova, alle porte di Roma nord. Il progetto per lo smaltimento della frazione organica dei rifiuti presentato alla Regione Lazio lo scorso marzo, è stato discusso ieri 13 settembre in Commissione Urbanistica e Rifiuti della Pisana. All'incontro erano presenti anche l'assessore alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari e il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani. Un secondo impianto è previsto a Casal Selce, nel municipio XIII. Le associazioni dei cittadini che a primavera hanno raccolto quasi 1700 firme contro l’impianto hanno ribadito il loro ‘no' al progetto, a ragione del fatto che nascerebbe in una zona “già altamente compromessa da onde radio e scorie nucleari dell’Enea Casaccia”. L’impianto di compostaggio, secondo quanto dichiarato dai residenti, costituirebbe dunque un ulteriore peggioramento della qualità della vita per chi abita in questa periferia. “Nei pressi dell’area a ridosso della quale dovrebbe essere costruito l’impianto passa l’acquedotto di approvvigionamento idrico, un acquedotto antico augusteo, il depuratore Cobis che serve i comuni del Lago di Bracciano e l’acquedotto che rifornisce Roma” spiegano i comitati.  Inoltre, se andasse avanti il progetto voluto dal confinante Comune di Anguillara, Osteria Nuova si troverebbe fra due fuochi, ‘intrappolata' tra due impianti. Il progetto c'è ma ancora nulla di di fatto: per avere novità sulla questione si dovrà attendere il parere della Regione sulla Via, procedura amministrativa che servirà a stabilire gli impatti ambientali dell'impianto, prima dell'approvazione. Al momento devono essere integrati dei documenti la il parere delle Belle Arti per i vincoli archeologici presenti sull'area.

Impianto di compostaggio Cesano, la risposta del Campidoglio

Montanari ha spiegato che "il modello individuato è quello di minore impatto, con 60mila tonnellate l'anno". Secondo quanto sostiene l'assessore alla Sostenibilità ambientale, nell'area stabilita transiteranno non più di 24 mezzi al giorno tra le ore 10 e le 13 e tra le 15 e le 19: tre ogni ora. Inoltre ha annunciato che "sta per partire il processo partecipativo, articolato in quattro fasi: l'ascolto del territorio con la creazione di una cabina di regia con i comitati, la cittadinanza attiva e le associazioni ambientaliste". Ma i comitati rispondono: "Fino a oggi non ci ha ascoltati nessuno, non abbiamo avuto risposte dal Comune di Roma". Il presidente e di Ama, Lorenzo Bagnacani ha garantito che questo impianto non sarà l'unico al servizio del trattamento del rifiuto umido di Roma, considerato che "con l'aumento della raccolta differenziata avremo un fabbisogno di trattamento del rifiuto umido di 400mila tonnellate all'anno e questo impianto prevede il trattamento di 60mila tonnellate, di cui 10mila di sfalci di verde".

Minnucci (Pd): "Servono impianti ma bisogna ascoltare i cittadini"

“Che la città di Roma debba dotarsi di impianti pubblici per il compostaggio dei suoi rifiuti è piuttosto palese e appurato – ha detto Emiliano Minnucci, consigliere Pd – Che debba farlo però per esclusiva scelta dell’amministrazione capitolina, libera di decidere dove e come realizzarlo, è inaccettabile e fuori dal normale. Quando parliamo di rifiuti è importante tenere in considerazione le peculiarità di ogni territorio e le esigenze delle rispettive comunità. Riguardo quello di Osteria Nuova ribadisco che si tratta di un’ipotesi pressoché scellerata che rischierebbe di mettere un’intera zona in ginocchio sia da un punto di vista ambientale che da quello dei servizi. Stiamo parlando di un’area residenziale a ridosso del Parco Regionale Bracciano – Martignano che ha bisogno di tutto meno che di un impianto rifiuti: penso alla viabilità e alla salute dei residenti”.

Cangemi (Misto): "Rischio collasso Roma nord"

Anche Giuseppe Cangemi, vice presidente del Consiglio Regionale ha ribadito la perplessità di una scelta politica che ricade su un territorio già compromesso: “L’impianto di compostaggio che Ama e Roma Capitale vorrebbero realizzare  a Cesano-Osteria Nuova rischia di far collassare un intero quadrante di Roma Nord, coinvolgendo anche zone limitrofe dell’area metropolitana di Roma. Basti pensare alla viabilità che già presenta grandi criticità, alle problematiche storiche legate all’inquinamento elettromagnetico, alle difficoltà strutturali dovute all’assenza di servizi che rendono la vita dei residenti sufficientemente gravosa. Il continuo andirivieni di mezzi Ama diretti all’impianto di compostaggio porterà altri grossi disagi ai cittadini. Peraltro, considerando la facilità con cui Roma va in emergenza rifiuti,  il numero di camion aumenterà fino a paralizzare tutta l’area”.