La sindaca Virginia Raggi e il ministro dell’Ambiente Sergio Costa
in foto: La sindaca Virginia Raggi e il ministro dell’Ambiente Sergio Costa

"Il Comune da solo non ce la può fare. Io avrei avuto bisogno di tutte le istituzioni che dicevano: ‘ohibò! Mettiamoci subito tutti insieme e diamo immediatamente uno sbocco a Roma, che è la capitale d'italia e che produce circa 5.000 tonnellate di rifiuti al giorno'. Non è stato fatto. Io mi sono dovuta arrangiare, con evidenti criticità in città. Che faccio, me la mangio l'immondizia?". In sintesi: "Sono stata lasciata sola". Con queste parole qualche giorno fa Virginia Raggi aveva commentato l'emergenza rifiuti che Roma ha vissuto quest'estate, sta vivendo e probabilmente vivrà nelle prossime settimane. Dai vertici dimissionari di Ama alla Regione Lazio, tutti si sono affrettati a smentire la sindaca e oggi all'elenco si è aggiunto anche il governo, per bocca del ministro dell'Ambiente, Sergio Costa. "Non è stata assolutamente lasciata sola. Ho le carte firmate da tutti i componenti della cabina di regia tecnica: ministero dell'Ambiente, Regione Lazio e Comune di Roma", ha dichiarato il ministro del corso di un convegno.  "Ogni settimana-10 giorni abbiamo la cabina di regia tecnica che non si è mai interrotta, neanche a ferragosto. Ministero dell'Ambiente, comune di Roma e Regione Lazio si vedono, ed è un fatto. Ci sono gli atti firmati", ha aggiunto. Tra l'altro, ha ricordato Costa, il suo ministero si è mosso fer firmare accordi con l'Abruzzo e la Regione Lazio con le Marche. In questo modo saranno trattati da queste due regioni circa 30 mila tonnellate di rifiuti di Roma.

Zingaretti: "Posso criticarla? Si, lei mi critica tutti i giorni"

Il segretario del Partito democratico e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo a "L'aria che tira" su La7, ha chiarito i suoi rapporti con la sindaca Raggi: "Io sono presidente di una istituzione che deve dialogare con Roma. Mi posso permettere di criticare la sindaca? Ma certo, lei mi critica tutti i giorni, almeno su questo è una par condicio".