Riapre il 22 maggio la Locanda dei Girasoli, il ristorante in via Sulpici a Roma gestita da Consorzio Sintesi e dalla Cooperativa Sociale I Girasoli, che dà lavoro a quindici ragazzi con la sindrome di Down. Con una sorpresa: la possibilità di regalare una cena sospesa a chi in questo momento è in difficoltà e non può permettersi una cena fuori. L'iniziativa nasce dalla voglia di non ignorare chi in questo momento sta soffrendo a causa della crisi economica generata dalla pandemia da coronavirus. Crisi, che continuerà per molto tempo ancora, soprattutto perché molte persone non sono riuscite ancora ad accedere alle misure di sostegno economico previste dal Governo.

"La cena sospesa prende spunto dal caffè sospeso di Napoli – spiega a Fanpage.it Enzo Remicci, presidente della Locanda dei Girasoli – Per prenotarla basta mandare una mail a info@lalocandadeigirasoli.it specificando che si vuole offrire una cena, dopodiché si verrà richiamati. Le persone indicate nella mail riceveranno un buono da presentare quando verranno a mangiare. Se poi vorranno, rilasceremo una pergamena con una foto dei ragazzi in modo da far avere loro un bel ricordo di questa serata". Una scelta, quella della Locanda dei Girasoli, dettata dalla voglia di dare una "risposta solidale e non girare la testa dall'altra parte", per dirla con le parole di Remicci.

"Nei periodi di crisi bisogna unirsi – continua Remicci – La spesa sospesa deve essere una questione di educazione civica, e così per noi è stato un gesto istintivo quello di organizzare la cena sospesa. Vogliamo regalare una serata speciale a chi è in difficoltà, risollevargli il morale facendoli stare a contatto con i nostri ragazzi e mostrare come al mondo non esistano solo cose brutte, ma anche persone che ti aiutano e compiono buone azioni".

Durante l'emergenza coronavirus la Locanda dei Girasoli ha consegnato 150 pizze al giorno alla Protezione Civile da regalare a chi si trova in difficoltà economica. La cena sospesa è la naturale conseguenza delle iniziative solidali messe in campo nelle scorse settimane. E i ragazzi? "Sono carichi a pallettoni, non vedono l'ora di ricominciare".