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Covid 19
19 Aprile 2020
15:31

La Locanda dei Girasoli: “150 pizze al giorno gratis a chi non ha i soldi per mangiare”

Da mercoledì la Locanda dei Girasoli consegnerà 150 pizze al giorno alla Croce Rossa Italiana per distribuirle a chi non ha da mangiare. L’iniziativa è nata per aiutare le persone che in questo periodo si trovano in gravi difficoltà economiche e non hanno denaro sufficiente per fare la spesa. “Nessuno deve restare senza cibo”.
A cura di Natascia Grbic
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"In questo periodo ci sono moltissime persone che non hanno da mangiare, hanno perso il lavoro e sono totalmente sole. Sempre più spesso sentiamo di anziani lasciati a se stessi con il frigo vuoto che non mangiano da tre giorni, e famiglie con bambini che non sanno come mettere insieme il pranzo e la cena. Per questo, nel nostro piccolo, abbiamo voluto fare qualcosa e aiutare, anche consegnando una semplice pizza. I nostri ragazzi ne sono felici e noi siamo felici di poter dare una mano a qualcuno in questo periodo così difficile". A parlare a Fanpage.it è Enzo Remicci, presidente della Locanda dei Girasoli, la pizzeria in via Sulpici a Roma gestita da Consorzio Sintesi e dalla Cooperativa Sociale I Girasoli, che dà lavoro a quindici ragazzi con la sindrome di Down. Da mercoledì 22 aprile, la Locanda dei Girasoli inizierà a consegnare 150 pizze al giorno alla Croce Rossa. Sarà poi quest'ultima a distribuirle alle famiglie in difficoltà che ne faranno richiesta grazie alla collaborazione con Marzia Pierini, presidente della Croce Rossa del V Municipio.

150 pizze al giorno alla Croce Rossa

Da quando è stato approvato il decreto del Governo per il contenimento del coronavirus, la Locanda dei Girasoli ha chiuso. I ragazzi che prima lavoravano lì, ora sono a casa. Ma sono ansiosi di fare qualcosa e aiutare chi è in difficoltà. Da qui è nata l'idea di preparare delle pizze e regalarne a chi ne ha bisogno: e grazie alla collaborazione con la Croce Rossa, arriveranno nelle case di chi ha difficoltà a fare la spesa. "Non importa se dovremo sostenere dei costi – continua Remicci – per noi l'importante è che nessuno si debba trovare nella condizione di non avere cibo da mettere in tavola".

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