L'amministrazione di Virginia Raggi e il Movimento 5 stelle fanno marcia indietro: a Roma serve una discarica per uscire dall'emergenza e chiudere il ciclo dei rifiuti sul proprio territorio. Una discarica così detta di "servizio" in attesa dell'aumento della differenziata e di nuovi impianti di trattamento. A tre anni dalla chiusura di Malagrotta la Città Metropolitana di Roma, indica 7 siti dove poter conferire i rifiuti della capitale, così come chiesto dalla Regione Lazio che dal 2012 non vara il nuovo piano dei rifiuti. Dopo anni di scontri e rimpalli di responsabilità, grazie anche all'intervento del ministro dell'Ambiente Sergio Costa che ha istituito una cabina di regia istituzionale per uscire dall'impasse ed evitare il commissariamento del ciclo dei rifiuti della capitale, opzione questa che forse non sarebbe dispiaciuta alla sindaca che ora sarà costretta ad affrontare proteste e rimostranze. La mappa delle aree "idonee per gli impianti di smaltimento dei rifiuti", indicano sette siti ai confini di quattro municipi romani (il IV, il X, l'XI e il XIV). Interessati anche i comuni di Fiumicino, Cerveteri, Riano e Ladispoli.

Durissima la reazione del sindaco di Cerveteri, Alessio Pascussi: "A Cerveteri e a Fiumicino la discarica e l'inceneritore non li faranno neanche se vengono con l'Esercito o con le ruspe che tanto piacciono al nostro attuale Governo. Quell'area non è adeguata non può accoglierle". Gli fa eco il primo cittadino di Fiumicino Esterino Montino: "Ribadiamo in particolare ancora una volta che la zona di Pizzo del Prete non è area bianca, come erroneamente indicato dalla Città Metropolitana, e quindi in teoria idonea alla realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti. Già in passato avevamo richiesto la revisione di questa cartografia sbagliata, che ignora pareri, vincoli territoriali, archeologici, ambientali e idrogeologici, che di fatto escludono quest'area dalle cosiddette zone bianche". "Per di più  – prosegue l'esponente dem – appare illogico e paradossale decidere di realizzare una discarica all'interno di un Comune che, tra grandi difficoltà, in pochi anni è riuscito a superare l'80% della raccolta differenziata su tutto il territorio, con selezione e riciclo dei rifiuti trattati: al sindaco Raggi e ai suoi tecnici dico: scordatevi di portare la discarica da noi, per risolvere i problemi della Capitale. Noi ci batteremo e saremo sempre al fianco dei nostri cittadini perché questo non avvenga".

Al coro si aggiunge Alessandro Grando: "Se il sindaco Virginia Raggi pensa di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti, trasformando il territorio di Ladispoli in una discarica di Roma, può anche rinchiudere nei cassetti del Campidoglio la mappa delle aree dei siti dove aprire una discarica. Siamo pronti a scendere in piazza insieme a tutti i cittadini contro una decisione scellerata che porrebbe a rischio la salute pubblica, pregiudicherebbe per decenni l'ecosistema del litorale, con effetti devastanti anche sull'economia turistica".