La Procura di Roma ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per Raffaele Marra, l'ex capo del personale del Campidoglio accusato di abuso d'ufficio. Secondo l'accusa, Marra avrebbe favorito la nomina del fratello a capo della direzione Turismo e Commercio del Comune di Roma: accusa, che l'ex braccio destro di Virginia Raggi ha sempre negato. Ma per il pubblico ministero Francesco Dall'Olio le cose non stanno così: anzi, Marra avrebbe compiuto ‘un reato con dolo intenzionale' facendo il nome di suo fratello Renato. "Sono innocente, non sono minimamente intervenuto sulla nomina di mio fratello né di altri dirigenti capitolini: con la procedura dell'interpello, è la sindaca che ha il potere di conferire incarichi – ha dichiarato Raffaele Marra durante un'udienza del processo – De Santis mi disse che Meloni aveva molta stima di mio fratello e che lo avrebbe messo al dipartimento Turismo e Commercio. Fu un'iniziativa di De Santis, fu lui a fare il nome di mio fratello e infatti lui e Meloni poi lo chiamarono per dargli la bella notizia".

Raffaele Marra, chiesti due anni di carcere: assolta Virginia Raggi

Il processo che vede imputato Raffaele Marra è lo stesso per la quale è stata invece assolta in primo grado la sindaca di Roma Virginia Raggi. Secondo i giudici, Raggi fu vittima di un raggiro attuato dai due fratelli e non avrebbe avuto nessun ruolo nella gestione delle nomine. Visti gli sms trovati nei cellulari di Raffaele e Renato Marra, infatti, non ci sarebbe nessun margine per pensare che la sindaca sapesse qualcosa: la nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo e Commercio del Comune sarebbe stata decisa autonomamente dai due già molti mesi prima. E avrebbero fatto in modo di raggirare la sindaca a loro piacimento. Da parte sua, invece, Marra ha dichiarato di essersi trovato in una guerra intestina al Movimento 5 Stelle e di esserne stato la vittima inconsapevole. Bisognerà vedere ora come si concluderà il processo e quale sarà la sentenza del Tribunale.