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Primi effetti sentenza del Tar: da oggi con 1,50 euro sosta più lunga sulle strisce blu

Ieri l’ennesima doccia fredda per il Comune di Roma dal Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso del Codacons, ha annullato gli aumenti del 50% decisi per la sosta auto sui parcheggi contrassegnati dalle strisce blu. Da oggi per gli automobilisti i primi concreti effetti della decisione del tribunale amministrativo. E il Campidoglio annuncia il ricorso al Consiglio di Stato.
A cura di Valerio Renzi
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Ieri l'ennesima doccia fredda per il Comune di Roma dal Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso del Codacons, ha annullato gli aumenti del 50% decisi per la sosta auto sui parcheggi contrassegnati dalle strisce blu. Da oggi per gli automobilisti i primi concreti effetti della decisione del tribunale amministrativo. In una nota diramata in serata Atac infatti ha reso note le nuove disposizioni per gli ausiliari del traffico, addetti al controllo dei tagliandi esposti dalle auto in sosta sulle strisce blu: "Atteso che per la modifica dei parcometri e degli altri sistemi di pagamento occorrerà, così come del resto è avvenuto all'indomani dell'aumento delle tariffe, un periodo di tempo quantificato, a seconda dei canali di pagamento (parcometri, grattini, titoli online), in giorni o settimane, il pagamento di 1,50 euro a partire da domani (oggi ndr) consentirà la sosta per settantacinque o novanta minuti, a seconda delle zone – comunica l'Atac – Gli ausiliari della sosta, pertanto, non terranno conto nell'attività di verifica dell'orario di fine sosta stampato sulla ricevuta esposta, ma solo dell'orario di inizio". Ma il Codacons, l'associazione dei consumatori che ha presentato al Tar il ricorso vincendolo non ci sta, e parla di provvedimento sbagliato e inadeguato.

 L'assessore Improta: "Faremo ricorso al Consiglio di Stato"

Dalle parti del Campidoglio non sembrano avere nessuna intenzione di ingoiare il rospo senza fare nulla. Così l'assessore ai Trasporti Guido Improta attacca: "Prendiamo atto della sentenza fotocopia del Tar che censura Roma Capitale per l'istruttoria insufficiente che avrebbe accompagnato l'adozione della delibera n. 48 del 29 luglio 2014. Dopo la pronuncia sulle tariffe Ztl, cui abbiamo fatto fronte con una nuova delibera, il Tar del Lazio, anche in questa occasione, riconosce il potere attribuito a Roma Capitale in materia ed evidenzia l'aspetto formale della mancata adozione del Pgtu da parte dell'Assemblea Capitolina come elemento fondante della sentenza emessa. Ma il Tar in questa occasione – prosegue Improta – si spinge anche a compiere delle valutazioni politiche che non ci convincono proprio. Infatti, mentre da un lato accetta il fatto che le strisce blu costituiscano un elemento essenziale per la limitazione della circolazione, dall'altro dice che dobbiamo tener conto delle abitudini dei cittadini all'uso dei mezzi pubblici che, in una città con 2,8 milioni di veicoli, sono evidentemente da modificare se non da costruire a partire da un diverso approccio culturale al tema della mobilità. Proporremo pertanto – conclude Improta – ricorso al Consiglio di Stato verso una sentenza che è culturalmente sbagliata"

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