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Opinioni
14 Dicembre 2015
16:03

Piazza di Spagna, quando il Presepe è meraviglia (e non propaganda)

A Piazza di Spagna l’artista Livia Cannella sfrutta li telo dei ponteggi e proietta opere d’arte raffiguranti la Natività custodite nei musei, nelle chiese e nelle gallerie romane. La Natività così ridiventa contemplazione.
A cura di Sabina Ambrogi
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“Natale in Giubilo” è sicuramente una delle più belle e originali iniziative mai realizzate per il Natale a Roma. In linea con gli arredi natalizi di grandi metropoli come Parigi, Londra o New York si tratta di un' istallazione che proietta 24 Natività diverse (una per ogni giorno fino al 6 gennaio) sulla celebre scalinata di Piazza di Spagna. Questo eccezionale Presepe, immerso in una suggestiva volta stellata, è di un'ampiezza di circa 20 metri per 5 di altezza, e si dispiega sui rivestimenti dei ponteggi del cantiere posti davanti alle pareti verticali delle due terrazze della scalinata, che di fatto rimarrà chiusa nei prossimi mesi per restauro.

Il medium dunque è proprio il telo del cantiere, e l'istallazione rimpiazza il tradizionale Presepe da sempre allestito e che quest'anno il restauro avrebbe impedito: così, ogni sera all'imbrunire, dalle 17 e 30 fino alle 24, la scalinata, fino al 6 Gennaio, giorno dell'Epifania, offre alla cittadinanza un Presepe diverso, simulando una sorta di calendario dell'Avvento.

Voluto da Confcommercio insieme all’Associazione Piazza di Spagna ed altre associazioni del centro, sindacati compresi proprio perché tutto il mondo del lavoro è coinvolto, questa serie di immagini  elaborate sono prese da affreschi, pitture e sculture raffiguranti la Natività che si trovano nelle chiese romane nei musei o nelle gallerie. Livia Cannella è l'artista che ha concepito e realizzato l'istallazione: “Ho voluto che le riproduzioni restassero fisse, una per ogni sera, proprio perché d'accordo con i committenti non fosse né una animazione né un intrattenimento, ma una contemplazione, come pretende la Natività. E anche l'arte”.

"Natale in Giubilo" in Piazza di Spagna (Foto di Chiara Rossi).

Niente spettacolo, ma meraviglia, stupore e luce che sono poi le prerogative della Roma barocca. Queste sono le sensazioni che avrà chi sbuca sulla piazza.

La mia proposta ai committenti è stata di mantenere neutralità, di lasciare parlare solo l'arte, e che non emergesse nessun brand specifico. Tutti hanno aderito. Quando ha aperto il cantiere della scalinata anziché farlo diventare un limite rispetto alle idee originarie e alle scadenze che ci eravamo dati, siamo riusciti a trasformarlo in una grande opportunità per iniziare un progetto di valorizzazione del territorio, voluta da Confcommercio. L'idea è stato un grande azzardo: non è banale fare una cosa del genere convivendo con un cantiere. A questo punto sono intervenute la Soprintendenza per le belle arti e paesaggio che fa capo al Ministero insieme alla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali per consentirci di realizzare il progetto. E' stato un grande lavoro di squadra. Le raffigurazioni della Natività sono frutto di una mia scelta fatta dopo una lunga ricerca, che mi ha esaltato. La loro provenienza, giorno per giorno, è consultabile sul sito della Confcommercio. Da parte mia c'è anche stato un vaglio di opportunità: sono opere che oltre ad avere un valore proprio hanno delle caratteristiche tali da potersi modellare, una volta ingrandite, sulle geometrie del luogo. Anzi mi sono anche avvalsa delle trasparenze offerte dal telo del cantiere e  le strutture stesse sono diventate complici. Ho poi fatto una modifica: ho inserito la mia “inquadratura”  in una volta stellata per restituire il senso del Natale. E' stata una licenza. Laddove l'artista non aveva previsto gli angeli, io ho sostituito con una stella cometa”.

Il vero grande regalo oltre alla sorpresa di questo Presepe è appunto che non ci sia ombra di propaganda, che rispetti e esalti il senso religioso della Natività ma anche quello laico della conoscenza, nel senso più ampio. Lontano anni luce dall'orrore del presepe imposto come strumento di propaganda nelle scuole pubbliche, composto da pupazzi di plastica made in Taiwan senza personalità, e immorali se si pensa anche alla disumanità di chi li difende, speriamo sia questo anche l'inizio di una diversa tendenza delle imprese che sempre più spesso, sponsorizzano i restauri. Basti pensare a quanto sono orribili e respingenti i teli che coprono i cantieri di restauro di capolavori con la gigantografia dello sponsor e quale chock (con effetto contrario) producano delle fotografie da giornale patinato di un'opera d'arte. C'è da augurarsi che questo sia un nuovo modo di far amare l'arte senza per questo  perdere la pubblicità del brand, anzi, valorizzandolo insieme al territorio. Senza intrattenere, lontani dalla tv, dalle brutte immagini screensaver come quelle che sono state proiettate sulla basilica di San Pietro il giorno dell'apertura del Giubileo, facendo vibrare invece solo il desiderio per la bellezza, e sfruttando unicamente il nostro patrimonio. Che è poi il solo e autentico motore dell'economia.

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Autrice televisiva, saggista, traduttrice. In Italia, oltre a Fanpage.it, collabora con Espresso.it. e Micromega.it. In Francia, per il portale francese Rue89.com e TV5 Monde. Esperta di media, comunicazione politica e rappresentazione di genere all'interno dei media, è stata consigliera di comunicazione di Emma Bonino quando era ministra delle politiche comunitarie. In particolare, per Red Tv ha ideato, scritto e condotto “Women in Red” 13 puntate sulle donne nei media. Per Donzelli editore ha pubblicato il saggio “Mamma” e per Rizzoli ha curato le voci della canzone napoletana per Il Grande Dizionario della canzone italiana. E' una delle autrici del programma tv "Splendor suoni e visioni" su Iris- Mediaset.
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