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Le pecore "giardiniere" promesse dalla giunta Raggi sono in ritardo ma nei parchi delle periferie romane l'erba cresce e rischia di rimanere incolta per tutta l'estate. Il Campidoglio ha pubblicato un nuovo avviso, che termina oggi, rivolto ad aziende agricole e maneggi. Un secondo tentativo dopo il flop della prima chiamata, scaduta il 30 maggio che ha ricevuto una sola risposta. Il progetto tra il Comune di Roma e la Coldiretti, è quello di affidare in concessione temporanea e a titolo gratuito aree di proprietà o nella disponibilità di Roma Capitale per il taglio erba con l'obiettivo di ridurre i costi e di prevenire possibili incendi. Il compenso per il lavoro? Il fieno raccolto.

Progetto Fienagione 2018: ecco dove

Si chiama progetto "Fienagione" e coinvolgerebbe 27 aree tra parchi e verde pubblico destinate da progetto alla manutenzione. Questo il piano: l'iniziativa prevede che almeno una o due volte l'anno le aziende taglino l'erba con l'ausilio dei trattori. Tra i parchi indicati, parco Tobagi, parco Centocelle, tenuta di Torrenova, Tor Vergata, parco degli Acquedotti, parchi Mostacciano e Casal Brunori, parco Tor de’ Cenci, Valle Aurelia, parco del Pineto Inviolatella Borghese, parco della Lucchina, Monteciocci, Tor Crescenza, Acqua Traversa.

Pecore "giardiniere"

In ritardo le pecore "giardiniere" promesse dalla Raggi. "Non porteremo le pecore al centro di Roma ma restituiremo loro le area che gli erano state sottratte: la campagna romana" ha promesso Raggi. La pulizia di queste aree potrà avvenire "sia attraverso mezzi meccanici", spiega la sindaca Raggi, "sia attraverso l'ecopascolo. Questo protocollo di intesa vuole valorizzare la funzione agricola di questa città che ha 40 milioni di metri quadri di verde e circa il 40% ha vocazione agricola". Nel parco della Caffarella già viene sperimentata da tempo la tosatura dell'erba attraverso il pascolo delle pecore. In un sondaggio pubblicato su Fanpage.it, il 61 per cento dei lettori si è detto favorevole all'utilizzo di mucche e pecore "giardiniere". Contrario solo il 39 per cento degli intervistati.