I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia, al termine di poco meno di un mese di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno individuato e arrestato i responsabili del tentato omicidio di Paolo Ascani, cognato di Roberto Spada, uno dei leader del clan di Nuova Ostia. Oltre ai due membri del commando che ha aperto il fuoco, in manette è finito pure il presunto mandante dell'agguato. Il mandante del tentato omicidio per gli inquirenti è F.G., cognato di Angelo Senese, il fratello di Michele Senese, il boss della camorra che dagli anni '80 è uno dei nomi che decidono cosa succede sulla piazza romana. I due esecutori dell'agguato sono invece due uomini rispettivamente di 41 e 34 anni. I Senese avrebbero appoggiato un gruppo concorrente agli Spada nella ridefinizione degli equilibri del controllo del territorio. Tutti gli arrestati sono accusati di tentato omicidio e il Gip del Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere. L'episodio, l'ultimo di una lunga scia di sangue che ha costellato il riassesto degli equilibri tra i gruppi criminali di Ostia, sarebbe da inserire nella ridefinizione di potere in corso: i nemici del clan Spada, colpito duramente dagli arresti, i sequestri e le condanne, dopo essere stati emarginati sono tornati a farsi avanti per il controllo del territorio.

Il tentato omicidio di Paolo Ascani

È il 20 aprile scorso quando, nonostante il lockdown, Paolo Ascani viene ferito alla gamba da colpi d'arma da fuoco mentre si trova in via dei Forni, in quello che è stato il centro del potere criminale degli Spada a Nuova Ostia. Il cognato di Roberto Spada riesce a mettersi in salvo e viene trasferito d'urgenza in ospedale dopo aver perso molto sangue, mentre i membri del gruppo di fuoco riescono a darsi alla fuga senza essere fermati. Immediatamente la pista privilegiata dagli inquirenti è quella di un regolamento di conti all'interno della criminalità organizzata, un segnale pesante mandato agli Spada: non siete più intoccabili, neanche a casa vostra.

Il sequestro del tesoro del clan: 18 milioni di euro di beni

Solo due giorni dopo gli uomini del clan subiscono un altro colpo durissimo: il sequestro di beni per 18 milioni di euro, il cuore dell'economia del gruppo tra bar, sale slot, conti correnti. Tra immobili e beni sequestrati c'è anche la palestra di Roberto Spada, quella dell'ormai famosa testata al giornalista Daniele Piervincenzi che ha anche segnato l'inizio del declino del clan. Il 31 marzo la corte di Cassazione ha confermato la condanna a 50 anni di carcere per diversi membri del Clan con l'aggravante del metodo mafioso.

Virginia Raggi: "Liberare il litorale dalla criminalità"

"Grazie a carabinieri per operazione contro malavita a Ostia. Arrestati uomini che spararono a cognato del boss Roberto Spada, nella guerra tra clan.
Istituzioni sono unite per liberare litorale da criminalità". Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi sugli arresti di questa mattina a Ostia.