Dopo la lettera a Fanpage del vigile urbano David che spiegava le ragioni degli agenti, pubblichiamo una lettera indirizzata da un gruppo di caschi bianchi al sindaco Ignazio Marino e al comandante generale del corpo Raffaele Clemente. Nella loro missiva i vigili contestano i numeri forniti sulle assenze di Capodanno e chiedono alle istituzioni fermezza contro chi ha sbagliato, ma anche di fare chiarezza su quello che veramente è accaduto e sulle ragioni della loro protesta.

Onorevole Sindaco, Signor Comandante,

Ciò che è accaduto in questi giorni rappresenta, non lo si può negare, un colpo mortale per la credibilità del Corpo della Polizia Locale. Mai questa istituzione ha occupato un simile spazio sui media nazionali, mai in modo tanto negativo.

E noi siamo qui a chiedere che si puniscano i responsabili in modo esemplare, perché chi ha sbagliato è giusto ne paghi le conseguenze.

E sì, perché in questa vicenda c'è qualcosa di poco chiaro, o meglio, di veramente torbido.

È evidente che chi abbia ritenuto di assentarsi producendo falsa documentazione, deve essere punito, lo stabilisce chiaramente la legge. E non c'è bisogno d'aggiungere altro.

Ma molto, infinitamente più grave, è la fuga di dati ignobilmente artefatti che, finiti in pasto ai media, hanno fatto guadagnare a questo Corpo tutte le prime pagine dei giornali e le aperture dei Tg nazionali, con l'interessamento di Ministri e del Presidente del Consiglio. Abbiamo letto titoli cubitali come "Vigliacchi di Stato", abbiamo visto giornali dedicare le 4 prime pagine al caso dei vigili assenteisti e lavativi. Abbiamo visto dedicare alla Polizia Locale intere trasmissioni di approfondimento. Nessun caso di cronaca, di corruzione, di malaffare interno al nostro Corpo ha mai avuto tanta visibilità.

E sì, perché 83,5% di assenze è un dato inoppugnabile, che fa di noi tutti una congregazione di esseri abietti. Perché non si tratta più di qualche fannullone, o di una quantità rilevante di fannulloni. No, Onorevole Sindaco, no Signor Comandante. OTTANTATRE E CINQUE PER CENTO significa tutti, tranne qualche mosca bianca rarissima. Significa tutti.

Poi, però, leggiamo che gli agenti in servizio questo Capodanno erano 50 più che l'anno scorso. Possibile? Possibile, circa 470 contro 420 dello scorso anno.

E leggiamo i dati da lei correttamente forniti, Signor Comandante: la notte di Capodanno "sono state impiegate circa 470 unità, 240 dalle ore 18.00/19.00 (75 di reperibilità) e circa 230 dalle ore 24.00 (45 di reperibilità). Inizialmente, i servizi di Capodanno prevedevano di impiegare circa 700 unità….". Ma allora, se 470 erano in servizio su 700 previsti, la presenza era del 67,1 %, non del 16,5% come riportato ai media!!

E poi: chi e perché ha diffuso i dati sulla malattia in quel modo palesemente falso e ignobile? Da quando esiste il Corpo, come analogamente avviene per ogni istituzione, organismo, azienda pubblica e privata, la percentuale di malati si calcola in un modo banalissimo, elementare, ovvero: numero di malati diviso totale addetti moltiplicato 100. Quindi, nel nostro caso, con i numeri forniti dal comando alla stampa, si ha: 576 diviso 6200 moltiplicato 100. Risultato 9,2%. NOVE E DUE PERCENTO, NON OTTANTATRE E CINQUE. L'anno scorso era l'8,5, normalmente tra il 6 ed il 7%.

Chi si è arrogato il diritto di dividere il numero dei malati per 700 anziché 6000 e considerarlo un dato comparabile da diffondere? Questo analfabeta della statistica ha dato in pasto ai media un dato incontrovertibile, inappellabile, definitivo: la stragrande maggioranza degli appartenenti al Corpo della Polizia Locale è nullafacente, truffaldina, degenerata. VIGLIACCHI DI STATO. Senza appello.

La eco dei titoli dei giornali ci accompagnerà tutti, nel nostro servizio, negli anni a venire. Tutti, onesti e corrotti, lavoratori degni e lavativi, ligi e furbetti.

Noi, Onorevole Sindaco e Signor Comandante, abbiamo molte, moltissime riserve su come si sia arrivati a questo, sulle proposte e le proteste inascoltate, sulla sottovalutazione presuntuosa (o pretestuosa?) del nostro stato di agitazione. E sullo stravolgimento senza preavviso dei turni di Capodanno, sull'aver chiamato a fare la sera di Capodanno chi era stato appena chiamato a fare quella del 24, sull'aver costretto persone, che avevano completato il turno pomeridiano del 31, a rimanere in servizio sino alle 6 del mattino successivo (17 ore filate….). E sull'uso (noi diremmo abuso) dell'istituto della reperibilità, generato per far fronte alle catastrofi. Un concerto, Onorevole Sindaco, a meno che il musicista non sia proprio un cane, non può essere considerato una catastrofe, soprattutto se programmato da mesi.

Molti di noi, avvezzi alla gestione di cortei, manifestazioni, eventi d'ogni genere, avrebbero garantito l'isolamento dei luoghi degli eventi con una decina di pattuglie. Con 30 pattuglie si sarebbe coperto come mai di notte l'intero territorio comunale. Ebbene, secondo i dati forniti dal Comando, prima di far scattare la reperibilità erano in servizio ben 170 persone. E allora perché costringere persone che stavano festeggiando con le famiglie a precipitarsi in servizio, con un sms inviato anche a deceduti e pensionati? Un terremoto? Una esondazione? I lanzichenecchi in Campidoglio? Nulla di tutto questo, un concerto, peraltro con una affluenza condizionata dal freddo.

Per concludere, sappiamo bene che nel clima che si è venuto a creare, il pubblico pretenderà la sua dose di sangue. E quindi sappiamo già che qualcuno pagherà pesantemente. Non saranno i furbi, tutt'altro, sappiamo bene anche questo.

Però, perché ci sia giustizia, noi pretendiamo che paghi chi ha dato in pasto alla stampa certi dati abominevoli, chi ha fatto scempio della matematica e della statistica gettandoci nel momento più buio della storia del corpo. Da qualche giorno siamo costretti, tutti, a lavorare in pubblico come fossimo la peggiore feccia dell'umanità.

Per questo, ormai, non possiamo fare nulla, l'opinione pubblica ci vuole in pasto ai leoni.

Però chi ci ha messo in questa situazione, per qualunque motivo lo abbia fatto, deve essere punito ed estromesso da questo corpo.

Per tutto questo, Onorevole Sindaco, Signor Comandante, noi chiediamo la Vostra collaborazione.

Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, causa di ogni male