"Le brutte parole utilizzate da Anastasiya si commentano da sole. In tutti questi anni non mi ha mai detto nulla di simile. Io, mio marito Alfonso e tutta la nostra numerosa famiglia non intendiamo rispondere ad insulti provenienti da una ragazza di 25 anni che per anni ha frequentato la nostra casa. L’unica cosa che realmente ci interessa è che tutti i responsabili della morte di Luca paghino il loro conto con la giustizia". Così la madre di Luca Sacchi, Concetta Galati, ha commentato gli insulti di Anastasiya nei suoi confronti. Le parole della ragazza sono state registrate durante un'intercettazione dei carabinieri, non giudicata rilevante ai fini delle indagini sulla morte del 24enne. Anastasiya, parlando con un'amica, ha rivolto parole molto pesanti nei confronti della mamma di Luca, con cui da tempo sembra non fosse in buoni rapporti.

Gli insulti di Anastasiya alla madre di Luca

"Quella c’ha una famiglia piena di calabresi ignoranti, non si sa da dove vengono", diceva Anastasiya a un'amica al telefono. La conversazione risale al 3 novembre, dieci giorni dopo l'omicidio del fidanzato nel quartiere Appio Latino a Roma. "Non ha mai lavorato, non ha mai fatto nulla… lei è ‘na cozza, ‘na botte". L'astio è rivolto alla madre del fidanzato, con cui sembra non avesse buoni rapporti da un po' di tempo. Secondo quanto dichiarato dalla famiglia Sacchi, Luca avrebbe litigato qualche volta con Anastasiya perché con Giovanni Princi e la ragazza ‘si faceva le canne'. La confessione è arrivata dopo che Domenico Munoz, amico di Luca e Giovanni, ha parlato di in coinvolgimento di Luca nell'acquisto dei 70mila euro di sostanza stupefacente la sera dell'omicidio.

Anastasiya sottoposta a obbligo di firma per aver provato a comprare droga

Anastasiya Kylemnyk è attualmente sottoposta all'obbligo giornaliero di firma con l'accusa di aver tentato di acquistare 70mila euro di marijuana da Paolo Pirino e Valerio Del Grosso. Il legale della giovane, Giuseppe Cincioni, ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame per la revoca della misura cautelare. Stessa cosa ha fatto anche l'avvocato di Giovanni Princi, in carcere dal 29 novembre a Regina Coeli.