Giovanni Princi e Anastasiya Kylemnyk
in foto: Giovanni Princi e Anastasiya Kylemnyk

Dietro lo scambio di droga che ha portato all'omicidio di Luca Sacchi, non ci sarebbe nessun finanziatore ancora da individuare come a lungo ipotizzato anche dagli investigatori. Secondo quanto ricostruito i 70.000 euro in contanti che si trovavano nello zaino di Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata di Luca, erano di Giovanni Princi. Incensurato, estremamente prudente, il giovane amico di Luca ora in carcere avrebbe accumulato il "tesoretto" da investire nell'acquisto dei 15 chili di marijuana, con la sua attività di pusher riuscendo a muoversi al di sotto dei radar delle forze dell'ordine. Al centro di una rete di insospettabili e giovanissimi, avrebbe coinvolto nei suoi affari quasi tutta la sua cerchia di amici, comprese Anastasiya e con tutta probabilità lo stesso Luca.

Il viaggio a Perugia con la fidanzata per investire i soldi

Un particolare soprattutto mostra secondo gli inquirenti la disponibilità economia di Princi. Il 24enne, alcuni giorni dopo la morte di Luca, in compagnia della ragazza si reca a Perugia e visita un bed and breakfast con l'intenzione di rilevarlo. La circostanza testimonierebbe che, nonostante la perdita dei 70.000 euro poteva contare su altre risorse e aveva intenzione forse di liberarsene lontano da occhi indiscreti.

Lo zio di Luca: "Princi senza umanità"

Ieri una fiaccolata in ricordo di Luca nel quartiere Appio, è stata occasione per la famiglia di lanciare nuove accuse agli amici e alla fidanzata del ragazzo ucciso. Lo zio di Luca in particolare ha ribadito una circostanza che a suo dire rappresenterebbe il carattere di Princi, che descrive "senza umanità": "Era arrivata la notizia della morte di Luca e a un certo punto vediamo che si alza questo Giovanni. Eravamo nella corsia dell'ospedale. Si alza e dice: ‘A quest'ora mi è venuta fame, andiamo tutti quanti a mangiare, pago io'".