La notte tra il 25 e il 26 luglio il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega veniva ucciso con undici coltellate in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati di Roma. Le indagini hanno portato all'arresto di due 19enni americani, Finnegan Lee Elder, che ha confessato di aver accoltellato a morte il carabiniere, e Gabriel Natale Hjorth, accusato di concorso in omicidio. Poco fa, di fronte la prima corte di assise di Roma, è iniziato il processo ai due giovanissimi che sono in aula. Devono rispondere delle accuse di concorso in omicidio, tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, per le ferite riportate dal carabiniere Andrea Varriale. In aula è presente anche Rosa Maria Esilio, vedova di Cerciello Rega e alcuni familiari.

Ieri le parole della vedova Cerciello che ha rotto un lungo silenzio proprio alla vigilia dell'inizio del processo che prende il via questa mattina. "Domani, 26 febbraio 2020 (oggi ndr), ricorre il settimo mese del barbaro assassinio di mio marito Mario, credente, valoroso Carabiniere, che aveva dedicato la propria vita cristiana al servizio del prossimo e in particolare degli ultimi, assassinio che non può e non deve restare impunito. – si legge nella missiva La nostra storia di giovani sposi, stroncata da mani criminali, ha commosso il mondo, ha scosso le coscienze e turbato la serenità delle tante persone umili, semplici, che sperano nella provvidenza come sperava l’amatissimo Mario, persone che debbono competere ogni giorno con una minoranza che tende ad avvelenare la società con efferati delitti. Con la morte di Mario è finita anche la mia famiglia, perché nella tomba sono finiti anche i nostri figli mai nati e tutti i nostri sogni, di modo che l'esistenza si è ridotta a vivere di ricordi e immaginare come sarebbe stato straordinario vivere insieme".

Cosa è successo nella prima udienza del processo

Al termine della prima udienza sono state ammesse le seguenti parti civili: o ministeri dell'Interno e quello della Difesa; i familiari della vittima (la madre, la moglie e il fratello), Il carabiniere Andrea Varriale; Sergio Brugiatelli; l'Associazione di volontario Vittime del dovere. Il pm Calabretta ha inoltre chiesto l'acquisizione delle intercettazioni ambientali in carcere dei due imputati; il file audio di 2 telefonate tra Natale e Brugiatelli; 1 hard disk di 1 tera con le immagini di video sorveglianza acquisite nel corso delle indagini; il memoriale di servizio relativo alla pattuglia Cerciello – Varriale; la cartella clinica di pronto soccorso di Varriale. Il pubblico ministero ha chiesto anche che vengano ascoltati gli imputati.

La morte del carabiniere Mario Cerciello Rega

Mario quella notte era intervenuto, insieme al suo collega Andrea Varriale, per la segnalazione di un presunto "cavallo di ritorno": cioè un tipo particolare di furto dopo il quale i malviventi contattano la vittima per restituire il maltolto previo pagamento di una sorta di "riscatto". I due americani avevano infatti sottratto lo zaino di Sergio Brugiatelli, un uomo chiave in questa triste vicenda. Secondo gli inquirenti sarebbe stato lui ad indicare ai due ragazzi da chi poter acquistare cocaina a Trastevere. Lo scambio sarebbe stato interrotto dall'arrivo di Carabinieri in borghese e in quei pochi secondi uno dei due americani fugge via con lo zaino di Sergio Brugiatelli. Secondo il suo racconto, i due americani lo avrebbero poi contattato  chiedendogli 100 euro per avere indietro il suo cellulare. Brugiatelli, preoccupato per le minacce ricevute al telefono, contatta le forze dell'ordine e scatta perciò il cosiddetto "cavallo di ritorno" e all'appuntamento via Pietro Cossa si presenteranno i due carabinieri Rega e Varriale. L'epilogo dell'incontro purtroppo è tristemente noto.

Respinto il rito abbreviato

I due americani da fine luglio si trovano nel carcere di Regina Coeli ed entrambi sono accusati di concorso in omicidio volontario, lesioni, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Francesco Patrone, ha giudicato inammissibile l'istanza di procedere con giudizio abbreviato presentata dai legali dei due ragazzi. Da alcuni mesi infatti i reati punibili con la pena dell'ergastolo la richiesta di procedere con giudizio abbreviato non è ammissibile. Tale giudizio prevede, in pratica, che sia il gup a giudicare in merito e che agli imputati venga concesso uno sconto di un terzo sulla pena. Elder e Hjorth dovranno perciò affrontare un processo ordinario. Oggi, 26 febbraio 2020, si svolgerà la prima udienza davanti alla Corte di Assise di Roma. Un primo appuntamento che vedrà solo la costituzione delle parti e l'ammissione dei mezzi istruttori, quindi dovremmo ancora attendere perché il processo entri nel vivo.