L’omicidio di Marco Vannini
in foto: L’omicidio di Marco Vannini

La procura di Civitavecchia ha archiviato il procedimento contro il maresciallo dei carabinieri Roberto Izzo, accusato dal commerciante Davide Vannicola di aver coperto Antonio Ciontoli in merito alla morte di Marco Vannini. La notizia è stata pubblicata sulla pagina Facebook della trasmissione di Rete Quattro ‘Quarto Grado'. In seguito alle parole di Vannicola rilasciate a Giulio Golia, inviato della trasmissione di Italia Uno ‘Le Iene', i pm di Civitavecchia avevano deciso di aprire un fascicolo, ma oggi, stando a quanto riporta Quarto Grado, avrebbero archiviato il procedimento. Forse perché gli inquirenti non hanno trovato riscontri nelle parole del commerciante di Tolfa oppure perché reputano inattendibili o peggio false le sue accuse.

Caso Vannini, le accuse di Vannicola al maresciallo Izzo

"Il maresciallo Izzo mi disse che a sparare fu Federico Ciontoli e non Antonio Ciontoli": questa l'accusa di Davide Vannicola nei confronti di Izzo, che era comandante della caserma dei carabinieri di Ladispoli quando Marco Vannini morì il 15 maggio del 2015. Per la morte del ragazzo Antonio Ciontoli è stato condannato in appello a 5 anni per omicidio colposo (in primo grado era stato condannato a 14 anni per omicidio volontario).  "Io ho consigliato ad Antonio Ciontoli di prendersi la colpa lui invece del figlio", avrebbe ammesso il maresciallo Izzo parlando con Vannicola. Il diretto interessato ha sempre smentito ogni accusa e ha ribadito la sua versione, che è negli atti processuali. All'1,18 della notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 Izzo ricevette una telefonata da Antonio Ciontoli: "Robè, corri che è successa una cosa tragica, ho bisogno di te, vieni al Pronto soccorso, vieni, vieni". Secondo Vannicola ci sarebbe stata una seconda telefonata in cui Ciontoli avrebbe fatto intuire a Izzo che a sparare era stato non lui, ma il figlio Federico.