Gabriel Feroleto
in foto: Gabriel Feroleto

Le indagini per l'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto potrebbero subire una svolta. Gli accertamenti condotti ieri dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma hanno rilevato delle tracce di sangue all'interno del lettino del bambino. Adesso queste tracce dovranno essere analizzate in laboratorio ma, se dovessero risultare del bambino, il quadro potrebbe cambiare in maniera decisiva: perché, a questo punto, Gabriel non sarebbe stato ucciso per strada, ma all'interno dell'abitazione. I Ris hanno cercato nella casa degli elementi per collocare Nicola Feroleto – il padre del bambino – sulla scena del crimine. Gli agenti, infatti, sono convinti che anche lui abbia partecipato all'uccisione di Gabriel. Incitando l'ex compagna, Donatella Di Bona, a porre fine alla vita del bambino. L'uomo si è detto estraneo a tutta la vicenda, mentre la donna ha iniziato ad accusarlo dell'omicidio dicendo di non avere nessun ruolo. Entrambi hanno fatto richiesta per la scarcerazione, ma è stata respinta dal giudice: Donatella Di Bona rimane quindi in carcere a Rebibbia, mentre Nicola Feroleto è recluso a Cassino.

Omicidio Gabriel Feroleto, forse ucciso da entrambi i genitori

Finora si è ritenuto che l'omicidio di Gabriel Feroleto fosse avvenuto in campagna. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la madre lo avrebbe ucciso – supportata dal padre – perché continuava a piangere e perché avrebbe interrotto un momento d'intimità della coppia. Inizialmente è stata arrestata solo Donatella Di Bona per l'uccisione. Nicola Feroleto, infatti aveva un alibi. Che poi è stato smentito dalla sua compagna, alla quale avrebbe chiesto di mentire per lui. L'uomo si è continuato a proclamare innocente e continua a rimpallarsi le accuse con Donatella. Il bimbo è stato ucciso il 17 aprile: ai suoi funerali, avvenuti qualche giorno dopo, sono intervenute centinaia di persone.