Questa mattina i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma (Ris) sono entrati nell'abitazione di Donatella di Bona via Volla a Piedimonte San Germano per continuare con le indagini sull'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto. Alcuni di loro si sono recati anche nel posto in cui il bimbo sarebbe stato ucciso. Gli agenti vogliono verificare se il bimbo di due anni e mezzo sia stato ucciso in casa, e se ci sono tracce della presenza del padre – Nicola Feroleto – all'interno dell'appartamento. In via Volla c'è anche la famosa criminologa Roberta Bruzzone, perito di parte di Nicola Feroleto, tutt'ora in carcere con l'accusa di aver ucciso il figlio insieme all'ex compagna, Donatella Di Bona. I due hanno fatto richiesta di scarcerazione, ma i giudici l'hanno respinta. Resteranno in carcere.

L'omicidio di Gabriel Feroleto

Per l'omicidio di Gabriel sono stati accusati la madre e il padre: all'inizio la donna ha detto che il bimbo di due anni e mezzo era stato investito, versione della storia che non ha convinto gli agenti. Dopo un lungo interrogatorio, Donatella Di Bona ha confessato: è stata lei a stringere le mani intorno al collo del figlio e a soffocarlo, perché piangeva troppo. Sembra che la donna avesse dei problemi mentali e che in molti lo sapessero a Piedimonte San Germano: nessuno però è mai intervenuto per aiutarla. Dopo qualche giorno, anche il padre del bambino è stato arrestato: secondo gli inquirenti, avrebbe ucciso Gabriel insieme a Donatella. O non avrebbe fatto nulla per impedirglielo, guardandola e incitandola. L'uomo si è dichiarato estraneo alla vicenda, dicendo che non era presente quando il figlio è stato ucciso. La compagna però, non ha confermato il suo alibi: e, anzi, ha detto che Nicola non era con lei come detto invece inizialmente dall'uomo.