Il sindaco di Piedimonte, Gioacchino Ferdinandi
in foto: Il sindaco di Piedimonte, Gioacchino Ferdinandi

Povertà e disagio, queste le condizioni in cui pare vivessero Donatella Di Bona e Gabriel Feroleto, prima dei drammatici fatti in cui la donna ha ucciso strangolandolo il figlio due anni. "Era un nucleo conosciuto ai servizi sociali, la nonna aveva risposto al progetto di inclusione sociale ‘Aiutiamoci' per famiglie con disagio economico" ha detto Gioacchino Ferdinandi, sindaco di Piedimonte San Germano. Il primo cittadino del Comune nel Frusinate colpito dalla tragedia che ha scosso il Basso Lazio, ha spiegato a Fanpage come la nonna da due anni la nonna prestasse lavori socialmente utili per il Comune. La mamma del bambino, invece, è arrivata in paese da un anno ad abitare con lei. "Segnalazioni sullo stato di salute della mamma non ci sono mai arrivate – ha chiarito Ferdinandi – Se fosse arrivata una segnalazione sicuramente ci saremmo attivati ancora di più". Ma la versione raccontata dai residenti è diversa, in paese molti erano a conoscenza che Donatella non stesse bene: "Sembra che tutti adesso sapevano di questa signora, ma nessuno ha mai segnalato il suo malessere". Secondo quanto riporta FrosinoineToday, qualche mese fa Gabriel è stato visto in strada dai passanti nudo in strada. "Ho visto il bimbo sette giorni fa all'interno del centro commerciale in compagnia della nonna e della madre, era vispo attento, insomma una situazione di disagio economico ma non più e non meno rispetto a tanti altri disagi posti all'attenzione dei servizi sociali".

Omicidio di Gabriel Feroleto: i vicini di casa di Donatella Di Bona

Gabriel Feroleto era un bimbo "vispo e vivace" hanno raccontato i residenti che conoscono sua nonna di Donatella e sua madre. "Era bello come tutti i bambini di quell'età, aveva riccioli biondi" hanno detto. C'è sgomento a Piedimonte San Germano, dopo i drammatici fatti che hanno sconvolto il paese. "Soffriva, era depressa" ha raccontato una vicina di casa. Tuttavia, a quanto pare, nessuno avrebbe fatto niente per aiutarla, per starle accanto, per evitare che si compisse quanto accaduto. Il pomeriggio del 17 aprile Donetella ha ucciso suo figlio a poca distanza da casa, erano in strada e il piccolo era in lacrime perché voleva andare dalla nonna. "Volevo che smettesse di piangere" ha detto ai carabinieri che non hanno creduto alla sua prima versione secondo la quale qualcuno li avrebbe investiti entrambi, madre e figlio, troppi elementi non tornavano. Lei gli ha stretto le mani al collo fino ad ucciderlo, inutili i soccorsi arrivati in eliambulanza.