Sergio Brugiatelli
in foto: Sergio Brugiatelli

Sergio Brugiatelli, uno dei protagonisti della vicenda che si concluse con l'omicidio del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega lo scorso luglio, non ha potuto raccontare la sua versione dei fatti in aula. Al processo si è presentato in t-shirt e pantaloncini corti e per questo il giudice non lo ha fatto entrare e ha rinviato la sua deposizione alla prossima udienza. È un passaggio particolarmente atteso perché è lui che ha fatto da mediatore per la compravendita della droga tra Finnegan Lee Elder, Gabriel Natale Hjorth e lo spacciatore Italo Pompei. Sempre lui è stato a chiamare i carabinieri quando i due americani gli hanno rubato la borsa. Anche Pompei, tra l'altro, oggi indossava un pantaloncino corto, ma sotto aveva messo una tuta: "Meno male, anche io stavo per venire con i pantaloncini corti, non pensavo fosse una cosa cosi' seria".

La notte in cui Mario Cerciello Rega fu ucciso

Il pomeriggio del 25 luglio scorso Gabriel Natale Hjorth fu fermato in piazza Mastai a Trastevere. Stava comprando cocaina da uno spacciatore, ma in realtà nel sacchetto c'era tachipirina. Il maresciallo Pasquale Sansone fermò il giovane americano, ma lui riuscì a scappare e si incontrò con Elder che era rimasto seduto sulla panchina con la borsa di Brugiatelli. I due presero la borsa e tentarono di utilizzarla come riscatto poche ore dopo. All'appuntamento, nei pressi di piazza Cavour a Prati, si presentarono però due carabinieri: Cerciello e il collega Varriale, che avevano il compito di recuperare lo zaino rubato a Bruciatelli. Il primo fu ucciso a coltellate da Elder, che deve rispondere ora dell'accusa di omicidio volontario. Secondo un militare dei carabinieri, il cui verbale è stato depositato durante un'udienza che si è svolta nei giorni scorsi, Italo Pompei, il pusher di Trastevere, era un informatore delle forze dell'ordine. Pompei forniva notizie e informazioni, ma dalle indagini non sono emersi legami tra lui e Cerciello.