Mario Cerciello Rega
in foto: Mario Cerciello Rega

Italo Pompei, l'uomo che avrebbe dovuto vendere la cocaina a Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, era un informatore delle forze dell'ordine. Lo ha fatto mettere a verbale un carabiniere lo scorso settembre, al fine di chiarire alcuni punti poco chiari riguardo l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Già dalle indagini effettuate negli scorsi mesi era emerso che c'erano stati oltre duemila contatti tra Pompei – che ai microfoni di Fanpage.it aveva dichiarato di non essere un pusher e che avrebbe querelato tutti – e un militare dell'arma. E già Fanpage.it, sin dai giorni immediatamente successivi al delitto, aveva ipotizzato che i pusher di Trastevere avessero il ruolo di informatori delle forze dell'ordine. L'atto è stato depositato oggi. Il verbale, della cui esistenza è stato riferito dal comandante Lorenzo D'Aiola, è stato acquisito oggi dagli avvocati dei due giovani americani accusati di aver ucciso Cerciello.

L'omicidio di Mario Cerciello Rega

Mario Cerciello Rega è stato ucciso con undici coltellate dal 19enne Finnegan Lee Elder la notte del 26 luglio 2019. Il vicebrigadiere dei carabinieri era in servizio insieme al collega Andrea Varriale, con il quale si era recato in via Pietro Cossa, a Prati, per incontrarsi con i due 19enni. Entrambi erano in borghese e si stavano presentando all'appuntamento al posto di Sergio Brugiatelli: è a lui che i due giovani avevano rubato lo zaino contenente gli effetti personali, tra cui documenti e chiavi di casa. Un gesto compiuto qualche ora prima da Gabriel Natale Hjorth perché l'uomo li aveva ‘fregati': li aveva portati da un pusher che invece della cocaina gli aveva venduto della tachipirina, suscitando le loro ire. E così avevano chiamato Brugiatelli minacciandolo: se non gli avesse portato della coca e 100 euro in contanti, gli avrebbero fatto del male. Brugiatelli si è così rivolto ai carabinieri, che sono andati all'appuntamento al posto dell'uomo per arrestare i due americani.

L'arresto di Elder e Natale

I due carabinieri si sono diretti in via Pietro Cossa in borghese e senza pistola. Appena hanno incrociato i due ragazzi, c'è stata una colluttazione: ed è a quel punto che Finnegan Lee Elder ha tirato fuori il coltello dalla tasca e l'ha affondato undici volte nel corpo di Cerciello, non lasciandogli scampo. Andrea Varriale si è precipitato ad aiutare il collega, i due ragazzi sono fuggiti. Inizialmente è stata diffusa la voce che ad aver aggredito i carabinieri fossero stati quattro nordafricani. Poco dopo, l'arresto dei due 19enni, attualmente detenuti nel carcere di Regina Coeli. Entrambi sono accusati di omicidio volontario.